Nell'Oasi di San Pellegrino verranno liberati venti mufloni

Bergamo – Il Servizio faunistico ambientale, in collaborazione con il Corpo di Polizia Provinciale, provvederà a liberare 20 esemplari di mufloni di cattura: 15 femmine e 5
maschi: «Questa operazione – spiega l’assessore provinciale all’Agricoltura, Caccia e Pesca, Luigi Pisoni – è l’ultimo atto dei programmi di reintroduzione previsti per questo
ungulato, al fine di completare la distribuzione delle colonie di muflone nell’area pedemontana bergamasca, venerdì 25 gennaio, la Provincia di Bergamo provvederà a liberare gli
esemplari a San Pellegrino, più precisamente nell’omonima Oasi di Protezione, a Ruspino».

Il muflone è presente nella nostra provincia dal 1992, quando venne creata una prima colonia sul Pizzo Casnigo. Oggi questa colonia originata dall’introduzione di 11 esemplari, conta
circa 200 capi, stanziati sulle pendici del Pizzo Formico, che hanno arricchito, senza alcuna controindicazione, la biodiversità di pendici rocciose, cespugliate e con ecosistemi
compromessi perchè percorsi dal fuoco sino all’introduzione della specie.
Una seconda colonia è stata creata dalla Provincia di Bergamo nel 2002 con l’introduzione di 30 capi a Corno, nel territorio di Predore e Tavernola. Qui un ambiente insubrico, assai
vocazionale alla specie ospita circa 60 esemplari.

«L’obiettivo – conclude Luigi Pisoni – è di creare una terza neocolonia di questo bovide in area altamente vocazionale e priva di controindicazioni faunistico ambientali, che
verrà monitorata costantemente dal Corpo di Polizia Provinciale attraverso il radiotracking. Infatti cinque femmine adulte saranno munite di apposito radiocollare, che consentirà
agli agenti di vigilanza di controllare gli spostamenti sul territorio dei branchi».
Tutti i capi liberati sono accompagnati da certificazione sanitaria all’origine e verranno rilasciati dopo i necessari controlli sanitari da parte dell’Asl competente.

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