Natale, Coldiretti: 7 milioni di abeti veri battono i finti e aiutano il clima

By Redazione

Se oltre la metà delle famiglie italiane si appresta a preparare l’albero di Natale, nel 2007 gli abeti veri con circa sette milioni di esemplari nelle case superano i cinque milioni di
copie sintetiche recuperate da soffitti e cantine o acquistate ex novo. E’ quanto stima la Coldiretti nel sottolineare che contrariamente ai pregiudizi la scelta dell’albero naturale è
vincente per salvaguardare il territorio, ridurre l’inquinamento ambientale e contrastare i cambiamenti climatici. L’albero vero – sottolinea la Coldiretti – proviene infatti essenzialmente da
coltivazioni dedicate spesso situate in zone collinari o montane altrimenti destinate all’abbandono e al conseguente degrado idrogeologico.

Una azione di difesa del territorio alla quale si aggiunge l’attività di assorbimento dell’anidride carbonica responsabile dei cambiamenti climatici svolta durante l’accrescimento dalle
coltivazioni naturali mentre – precisa la Coldiretti – le piante di plastica consumano petrolio per la loro realizzazione e impiegano oltre 200 anni prima di degradarsi nell’ambiente.

La spesa complessiva degli italiani per l’acquisto dell’abete naturale è stimabile pari a circa 140 milioni di Euro con la maggioranza degli acquisti che – continua la Coldiretti –
avviene nella settimana che precede l’otto dicembre, giorno dell’Immacolata Concezione. Una scadenza tradizionale per l’addobbo dell’abete che quest’anno viene venduto a prezzi variabili dai
quindici euro fino addirittura a piu’ di 500 a seconda delle dimensioni, della varietà e del vaso in cui è riposto.

Gli abeti utilizzati come ornamento natalizio – informa la Coldiretti – sono in maggioranza italiani e derivano per circa il 90 per cento da coltivazioni vivaistiche specializzate che occupano
stagionalmente oltre 1.000 aziende agricole per oltre 10.000 addetti ed il restante 10 per cento (cimali o punte di abete) dalla normale pratica forestale che prevede interventi colturali di
‘sfolli’ e/o diradamenti indispensabili per lo sviluppo e la sopravvivenza del bosco. In Italia – continua la Coldiretti – la coltivazione dell’albero di Natale è concentrata
prevalentemente in Toscana (province di Arezzo e Pistoia) in Veneto e in Friuli. A questo riguardo si stimano in Toscana circa 800 ettari destinati a questa coltivazione che riveste una
notevole importanza economica soprattutto per le zone montane e collinari di questa regione, dove rappresenta una forma interessante di integrazione dei redditi e di utilizzo di terreni ex
agricoli e di pascoli altrimenti destinati all’abbandono e al conseguente degrado idrogeologico.

Si tratta quindi – conclude la Coldiretti – di una coltivazione che, nel rispetto del delicato equilibrio dell’ambiente, può rappresentare una ideale forma di utilizzo di terreni
marginali di media collina e montani, e può indurre alla costituzione di aziende specializzate di una certa estensione che optino per una riconversione produttiva globale verso questa
coltura. Grazie agli alberi di Natale è possibile mantenere la coltivazione in molte aree di montagna, si tiene il terreno lavorato, morbido, e capace di assorbire la pioggia in
profondità prima di respingerla verso valle evitando i pericoli delle frane, mentre la pulizia dai rovi e dalle sterpaglie, diminuisce il pericolo d’incendi.

I CONSIGLI PER GLI ACQUISTI DELLA COLDIRETTI

Prima di comprare l’albero
1) Preventivare l’acquisto con qualche giorno di anticipo per dare modo all’albero di adattarsi al nuovo ambiente e distendere bene i rami, precedentemente imprigionati dalla rete per il
trasporto.
2) Misurare accuratamente l’altezza del soffitto di casa, per non trovarsi con un albero troppo alto perché all’aperto gli alberi sembrano molto più piccoli che all’interno.

Al vivaio
3) Non andare alla ricerca di un albero perfetto perché ogni esemplare tende ad avere un lato meno ricco di rami nella parte cresciuta verso nord e poi ricordarsi che si tratta di un
albero vivo la cui naturale asimmetria è sicuramente compensata dall’autenticità dello stesso.
4) Tutte le conifere – sottolinea la Coldiretti – tendono a perdere gli aghi nella parte interna dei rami ma ciò non significa che l’albero sia vecchio e in ogni caso, per evitare di
sporcare macchine e case, chiedere al vivaista di scuotere l’albero per far cadere gli aghi secchi.

Una volta a casa
5) Sistemare l’albero in un luogo luminoso, fresco, lontano da fonti di calore, come stufe e termosifoni e al riparo da correnti d’aria, come porte e finestre al
riparo da eventuali forti folate di vento.
6) Evitare addobbi pesanti per non spezzare i rami.
7) Non spruzzare neve sintetica e spray colorati perché l’albero e vivo e respira
8) Mantenere la terra umida ma – consiglia la Coldiretti – non eccessivamente bagnata, anche con l’utilizzo di un nebulizzatore, che potrebbe essere applicato anche ai rami n assenza di fili
elettrici.

Terminato il periodo natalizio
9) Se l’albero acquistato ha le radici può essere posizionato all’esterno sul balcone o piantato in giardino, ricordando che è una pianta che può crescere anche fino a
15-20 metri.

LA TRADIZIONE

La tradizione di ornare un albero sempreverde in occasione del Natale, è originaria della Germania del VII secolo, dove gli abitanti erano soliti addobbare le querce con pietre colorate
che col passare del tempo vennero sostituite con ghirlande, nastri e frutti colorati. Questa usanza – sottolinea la Coldiretti – venne sempre più collegata alla festività del
Natale al punto che si finì per sostituire le querce con gli abeti in quanto, la loro forma triangolare poteva simboleggiare la Santissima Trinità. Verso la metà del 1800
alcuni fabbricanti svizzeri e tedeschi cominciarono a realizzare leggeri ninnoli di vetro soffiato che diventarono l’ornamento tradizionale dell’albero natalizio. Questa pratica, già
comunissima alla fine dell’Ottocento in Nord Europa e negli Stati Uniti, si è diffusa rapidamente in Italia a partire dagli anni ’50, tanto che oggi l’Albero di Natale è
tradizione comune nella maggior parte delle famiglie.

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