Moria delle api, incontro al MIPAAF: soddisfatte Legambiente e Unaapi

«Siamo soddisfatti, sull’entità della moria delle api e sulla responsabilità delle nuove molecole, tutte le parti interessate sono concordi – chimica esclusa -, e il
ministero si è impegnato a raccogliere e valutare tutti i dati disponibili sull’impatto dei neonicotinoidi».

Legambiente e Unaapi giudicano positivamente l’esito dell’incontro odierno presso il Ministero delle Politiche Agricole, per confrontarsi sullo spopolamento degli alveari che, in concomitanza
con la semina del mais, ha colpito in particolare la pianura padana.
Alla consultazione, oltre a Legambiente, hanno partecipato tutti gli attori interessati al fenomeno: le confederazioni agricole, le associazioni di apicoltori, Agrofarma, le Regioni dove lo
spopolamento è più evidente, Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Toscana e Calabria.

«Tutte queste Regioni hanno portato testimonianze sulla gravità del fenomeno e già il Piemonte ha chiesto la sospensione delle molecole incriminate – dicono Legambiente e
Unaapi -. Gli alveari spopolati nelle ultime settimane sono circa 50.000 e tutti riconoscono l’entità del danno per gli apicoltori ma anche per il mondo agricolo, che risente della
mancanza degli insetti impollinatori. E’ per altro gravissimo che gli agricoltori trovino in commercio solo semi conciati con neonicotinoidi e siano di fatto sottoposti a un vero e proprio
monopolio».

«E’ la strada giusta – concludono Legambiente e Unaapi -, speriamo che anche Agrofarma riconosca la necessità di rimettere in discussione l’uso di queste molecole. Si tratta ora di
lavorare in fretta per evitare che il fenomeno si riproponga tale e quale con le prossime semine. E per garantire agli agricoltori la libertà di scegliere le loro sementi».

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