Moria delle api, Agrofarma: la lotta ideologica degli apicoltori mette in difficoltà l’agricoltura

 

Milano -Apprendiamo dalle agenzie di stampa che, a seguito di una esperienza effettuata recentemente, la moria delle api sarebbe in realtà causata anche dal fenomeno della
guttazione, ovvero della presenza di neonicotinoidi nelle gocce d’acqua essudate dalla piante di mais e bevute dalle api. Notizia prontamente rilanciata dagli apicoltori riuniti
in questi giorni a Sorrento.

Agrofarma – associazione nazionale imprese agrofarmaci, che fa parte di Federchimica – desidera precisare quanto segue.

Si tratta di un’ipotesi abbastanza improbabile, dal momento che le piante di mais non producono nettare risulta curioso che le api, per dissetarsi, siano attratte proprio da
questa pianta così poco attrattiva per loro. Tuttavia, come tutte le ipotesi, anche questa merita di essere approfondita e provata scientificamente. Si tratta infatti di un test
iniziale senza ancora nessuna evidenza in condizioni reali di utilizzo.

Non la pensano però così gli apicoltori, per i quali si tratta di un’altra causa, già acquisita e certificata, che si aggiunge a quella della presunta
dispersione di polveri.

Quello che più colpisce è la natura tutta politica delle accuse lanciate dagli apicoltori. Fino ad oggi il presunto colpevole erano le polveri di neonicotinoidi rilasciate
durante la semina, adesso curiosamente gli stessi apicoltori alzano ancora la posta e sostengono che la causa non sono solo le polveri ma anche gli essudati delle piante di mais, i
quali compaiono alcune settimane dopo la semina. Quindi un’ulteriore causa, finora sconosciuta e da nessuno denunciata, anche se provocherebbe una moria quasi istantanea delle
api, mentre finora gli apicoltori parlavano di disorientamento, agonia e morte delle api.

A conferma dell’infondatezza delle osservazioni degli apicoltori, tutti gli studi di monitoraggio nazionali e internazionali secondo i quali al momento non esistono evidenze
scientifiche che dimostrino un nesso di causa effetto tra l’impiego di agrofarmaci e lo spopolamento degli alveari così come le esperienze maturate negli altri Paesi
europei, che hanno recentemente confermato la registrazione di questi prodotti.

Agrofarma ha più volte proposto un tavolo di confronto con tutti i soggetti interessati, così come ha chiesto un monitoraggio nazionale sulla moria delle api per
comprenderne le reali cause. Il modo di affrontare il problema, e la possibile soluzione, quindi esiste. Peccato che tutte queste proposte siano sempre state respinte dagli apicoltori.

Per contro, gli apicoltori hanno chiesto e ottenuto una sospensiva all’uso di neonicotinoidi, rispetto alla quale recentemente il Consiglio di Stato ha parzialmente accolto il
ricorso delle aziende interessate, imponendo di fissare un termine di scadenza alla sospensione.

Eppure tutto ciò per gli apicoltori ancora non basta. La verità è che il problema non sono i neonicotinoidi o le api che muoiono, ma una deriva ideologica che non
trova mai fine, che non si accontenta mai. Chi pagherà il prezzo di questo atteggiamento? L’industria e l’agricoltura italiana, che rispettivamente con investimenti
in innovazione ridotti e senza la possibilità di utilizzare agrofarmaci porteranno al calo della produzione agroalimentare, con conseguenti import dall’estero e incrementi
dei prezzi.

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