Morgan, pizza cult

Morgan, pizza cult

 

Prende vita l’Osservatorio sulla pizza d’autore, costola del club
internazionale dei buongustai ‘Il gotha del gusto’. E nasce, non a caso, in una città come Torino, metropoli operaia –oggi melting pot
multirazziale- che dal Dopoguerra accoglie lavoratori da ogni parte d’Italia e, ormai, del mondo.

Sono davvero centinaia oggi le pizzerie di qualità sotto la Mole, contando anche la prima
cintura del capoluogo subalpino. Anche quelle ‘di ultima generazione’, ossia i kebab arabi e i cinesi, che a produrre e proporre il disco farcito più goloso al mondo,
non sono davvero secondi a nessuno. Tutto è emerso dall’intelligente provocazione di uno dei più grandi chef d’Italia, lo stellato Davide Scabin del ristorante
Combal Zero del castello di Rivoli, che all’autore di queste righe ha confidato, complice una grappa vecchia di 27 anni firmata da Luigi Barile, mastro distillatore artigiano da
Silvano d’Orba, Alessandria: “Vorrei aprire una pizzeria, piatto di cui sono ghiottissimo, e vedere che succede se un cuoco stellato Michelin osasse tanto. Forse non me lo
perdonerebbero. Forse invece la cosa avrebbe successo e aprirebbe scenari culinari nuovi”. E aggiunge: “Ricordiamoci che la pizza è il piatto italiano più
amato e conosciuto al mondo. Ben più degli spaghetti”.

Utilizzando prodotti e materie prime di qualità, la pizza diventa piatto nobile e come tale
può essere abbinato alla birra come allo champagne, al vino rosso come al bianco, e perfino con un moscato d’Asti. Emerge un universo di bravi ‘pizzaiuoli’ (con
la ‘u’, come si dovrebbe dire e scrivere, secondo la regola del buon italiano-napoletano) che l’Osservatorio sulla pizza d’autore, nato in questo finire
d’anno contando sull’entusiastico appoggio di appassionati buongustai e giornalisti di settore facenti capo al press club ‘Il gotha del gusto’, intende valorizzare
con un’attenta comunicazione.

Un appuntamento conviviale denominato ‘cena laboratorio sulla pizza d’autore’ ha
visto, proprio a Torino, i riflettori puntati su un ristopizzeria nuovo di zecca. Si chiama Morgan (corso Trapani, 190, telefono 011 3358971) ed è curato dalla
famiglia Renzi, patron il giovane e simpatico Armando, pizzaiolo di talento che ha fatto della selezione rigorosa delle materie prime un must. Inaugurando il piacevole locale su due piani, Armando Renzi ha voluto sposare le sue margherite e quattrostagioni d’autore con i vini siciliani della
ditta Cummo, 150mila preziose bottiglie a base di nero d’Avola, vitigni internazionali e blend vari, che stanno spopolando in Italia e all’estero per la
qualità e l’ampio ventaglio delle sensazioni olfattive-gustative, presente il produttore Maurizio Cummo e il marketing manager dell’azienda agricola
di Canicattì, Silvio Sessa. Alla fine è emerso che, fra le decine di golosi dischi farciti proposti dal Morgan, arricchiti di verdure di stagione e
fiordilatte di marca, le nozze con i potenti e complessi vini della ditta Cummo si sono rivelate perfette, ‘bypassando’ il solito trito binomio pizza-birra (spesso scadente)
proposta da banali e scontatissime multinazionali del non-gusto.

Stephan de Cernetic – Il Principe dei Sapori  per
Newsfood.com

 

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