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Montezemolo: “Sul protocollo, tre giorni di incontri per tornare dove si era”

By Redazione

Roma – “Non ho capito perché siano stati necessari tutti questi incontri di tre giorni per tornare a dove si era” così il presidente di Confindustria Luca Cordero di
Montezemolo ha commentato l’approvazione del protocollo sul welfare a seguito del Cdm straordinario di mercoledì sera.

Il leader degli industriali, dunque, riapre una polemica che sembrava doversi concludere almeno fino all’arrivo del ddl in Parlamento: “Sono d’accordo – ha ribadito seccamente – [il protocollo]
è condivisibile, come ho già detto ieri”.

Basta con gli entusiasmi, dunque, perchè “il Paese è fermo e ha una grande difficoltà ad affrontare e risolvere i veri problemi” data anche dalla “ricerca di continui
compromessi”: “La crescita non c’é – ha ribadito Montezemolo – quindi dobbiamo guardare come priorità per avere fiducia nel futuro ad una grande riforma dello Stato, bisogna fare
una riforma della legge elettorale, dare potere di governo a chi vince le elezioni, tagliare troppi vantaggi inutili e sburocratizzare”.

La classe dirigente italiana, dunque, deve affrontare “la grande sfida” e “dimostrare di esser all’altezza della situazione per affrontare la riforma dello Stato”: “Senza quello – ha concluso
il leader degli industriali – tutto il resto passa in secondo piano”.
Montezemolo, intanto, ha inviato una lettera, insieme ai presidenti degli industriali di Francia e Spagna, destinata ai tre governi, affinchè difendano “l’interesse comune europeo” ai
danni provocati dai “persistenti squilibri nell’economia mondiale”, che “continuano ad ospitare il pericolo di ulteriori apprezzamenti delle monete europee, a fronte di un grande deficit
esterno degli Stati Uniti e di un rigido regime monetario adottato in altre parti del mondo”.

“Per le industrie europee le fluttuazioni esageratamente rapide nei mercati dei cambi sono una fonte crescente di preoccupazione, con l’euro e le altre monete europee che hanno raggiunto negli
ultimi mesi storici livelli record – – continua la lettera – Per questo Vi esortiamo nel prossimo G7 a difendere l’interesse comune europeo, lavorando a un aggiustamento ordinato dei tassi di
cambio globali e ad un equilibrio dei conti”.
E i leader degli industriali di Italia, Francia e Spagna hanno chiarito le misure che i tre governi dovrebbero intraprendere: “Ridurre gli squilibri globali e allo stesso tempo preservare una
forte crescita economica richiede misure per attenuare le pressioni all’ingiù del dollaro, indurre le autorità cinesi a rivalutare in maniera significativa la propria moneta,
lasciare che lo yen rifletta il notevole surplus dei propri conti, e portare avanti le riforme per la competitività e per una più alta crescita della produttività in
Europa”.

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