Modello “F24 Auto UE”: le soluzioni ai problemi applicativi

By Redazione

L’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 14 del 26 febbraio 2008, ha fornito chiarimenti in merito all’utilizzo del modello F24 Auto Ue, che è stato introdotto per contrastare in
modo efficace i fenomeni di frode all’IVA nel settore del “mercato parallelo” delle autovetture oggetto di acquisti intracomunitari.
Considerando le difficoltà operative emerse in fase di prima applicazione, infatti, l’Agenzia ha fornito informazioni circa gli adempimenti necessari per l’immatricolazione delle
autovetture di provenienza comunitaria rientranti nel regime del margine.
Prima di richiedere l’immatricolazione presso gli S.T.A. o presso gli Uffici provinciali della Motorizzazione, dunque, l’operatore nazionale acquista le auto da operatori residenti nei Paesi Ue
e che ritiene che l’acquisto debba essere assoggettato al regime del margine, deve esibire o trasmettere all’Agenzia la seguente documentazione:
– fattura di acquisto dell’autoveicolo ricevuta dall’operatore comunitario o altro titolo di acquisto;
– carta di circolazione estera;
– eventuale dichiarazione dalla quale risulti che il rivenditore, soggetto d’imposta in Italia, abbia acquistato gli autoveicoli usati da: un privato consumatore; un operatore economico che non
ha potuto esercitare il diritto a detrazione; un soggetto passivo d’imposta in regime di franchigia nel proprio Stato membro; un soggetto passivo comunitario che ha applicato, a sua volta, il
regime del margine.
Dopo aver esaminato la documentazione e aver verificato il possesso dei requisiti, l’Agenzia comunicherà agli estremi identificativi dell’autoveicolo al C.E.D. del Dipartimento dei
Trasporti Terrestri per consentire l’immatricolazione dell’autoveicolo.

Agenzia delle Entrate, circolare n. 14 del 26 febbraio 2008

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