Moda: piano da 75 milioni per sviluppo del settore
14 Febbraio 2008
Milano – La Giunta regionale, su proposta dell’assessore all’Industria, Piccola e Media Impresa e Cooperazione, Massimo Corsaro, ha approvato le linee d’azione del
«Programma delle iniziative a favore del settore produttivo della moda», in concreto, sono stati individuati ambiti e obiettivi sui quali saranno concentrati gli stanziamenti, per
un investimento complessivo di 75 milioni di euro in tre anni, che Regione Lombardia, ha deciso di destinare a questa importante filiera produttiva.
I soggetti beneficiari saranno piccole e medie imprese, consorzi export, cooperative, associazioni imprenditoriali del sistema moda, enti fieristici e Camere di Commercio lombarde.
Se nei mesi precedenti erano già state individuate le tre principali aree di intervento («Investimenti», «Innovazione» e «Sviluppo del sistema
produttivo«), ora vengono delineate nel dettaglio le linee di azione, che caratterizzano ogni macroarea, e lo stanziamento a ciascuna riservata.
INVESTIMENTI – Sono a disposizione 9 milioni di euro che vengono così suddivisi:
– 3 milioni per i servizi e il sostegno agli investimenti a supporto della continuità d’impresa;
– 4 milioni per il sostegno alla realizzazione di progetti basati su processi di ammodernamento e ampliamento produttivo e
– 2 milioni a sostegno della «rilocalizzazione» (cioè imprenditori che riportano in Lombardia la produzione dopo averla delocalizzata).
Le spese ammesse a contributo (comprese fra un minimo di 200mila euro e un massimo di 2 milioni per progetto) riguardano la realizzazione di opere murarie, di bonifica e impiantistiche,
l’acquisto di macchinari, impianti, dotazioni informatiche (hardware e software), l’acquisizione di marchi, brevetti e licenze di produzione e servizi di consulenza.
INNOVAZIONE – Lo stanziamento di 10 milioni di euro è così suddiviso:
– 2 milioni per progetti di innovazione di alto livello sviluppati da Associazioni temporanee di Imprese (ATI);
– 3 milioni per progetti di innovazione sviluppati da imprese del sistema moda;
– 3 milioni come sostegno all’innovazione di sistema promossa da ATI tra imprese e/o associazioni imprenditoriali del sistema moda;
– 1 milione a sostegno alla realizzazione di campionari finalizzati a nuovi canali distributivi e/o nuovi mercati;
– 1 milione come sostegno al trasferimento di innovazione tecnologica e al potenziamento di risorse di nuova conoscenza previsti da accordi di programma.
La spesa ammissibile è compresa tra un minimo di 400mila euro e un massimo di 5 milioni per progetto e deve riguardare personale dipendente utilizzato nelle fasi della ricerca,
progettazione, realizzazione del prototipo, sperimentazione e collaudo finale, consulenze tecniche esterne utilizzate nelle stesse fasi, macchinari, impianti e attrezzature, acquisizione di
marchi e brevetti, licenze di produzione e oneri per spese generali in misura massima del 20%
SVILUPPO DEL SISTEMA PRODUTTIVO – I 6 milioni di euro per questa area di intervento sono così suddivisi:
– 1,5 milioni per la partecipazione delle imprese a fiere internazionali e missioni commerciali delle imprese del sistema moda;
– 0,5 milioni per iniziative per l’attrattività dei buyer esteri;
– 1 milione a sostegno di iniziative promosse dalle associazioni di categoria e da imprese singole o aggregate;
– 2,2 milioni come sostegno alla realizzazione di eventi di rilevanza internazionale e
– 0,8 milioni per l’assistenza tecnica.
Il contributo concesso sarà del al 50% delle spese indicate nella domanda fino a un massimo di 200mila euro e potrà riguardare la locazione delle aree espositive, l’allestimento
delle stesse, il trasporto di materiali, la progettazione, il coordinamento di attività promozionali e servizi e il trasporto, il vitto e l’alloggio.
Il «Programma delle iniziative dirette regionali a favore del settore produttivo della moda» dà concreta attuazione ad un importante capitolo della legge regionale sulla
competitività (n. 1 del 2007) e mette a frutto il lavoro del Comitato «Lombardia per la moda», insediato nello scorso mese di maggio dal presidente Roberto Formigoni e
dall’assessore Corsaro, per studiare e definire una serie di azioni mirate a incentivare lo sviluppo del sistema. Siedono nel Comitato, che è presieduto da Giovanni Bozzetti, alcune
delle grandi firme della moda italiana come Santo Versace, Pierluigi Loro Piana e Paolo Zegna, oltre ai più importanti rappresentanti della filiera moda lombarda e nazionale come
Giuseppe Modenese (presidente onorario della Camera della Moda nazionale) e Renato Borghi (presidente Ascomoda).
«La logica di questo provvedimento – ha detto Corsaro – è chiara: vogliamo rendere ancora più forte e competitiva una filiera che già oggi funziona alla
grande». «E lo facciamo concentrando cifre così significative – ha aggiunto – perché i numeri ci indicano che questa è la strada da seguire: 70 miliardi di euro
come fatturato complessivo del sistema in Italia, 40 miliardi di export, oltre 70.000 imprese che afferiscono a questo settore e oltre 850.000 occupati. Senza considerare che quello della moda
è l’unico settore per cui l’Italia vanta un primato a livello di G8».
«Dobbiamo dunque rivitalizzare – ha concluso Corsaro – tutto ciò che al mondo è riconosciuto come eccellente e di qualità e questo è proprio il caso della
moda, il primo settore su cui scommettere per garantire adeguata competitività nel panorama mondiale al nostro Paese».




