Moda: al via la tracciabilità
4 Giugno 2008
Da oggi, acquistando un capo di abbigliamento, sapremo da dove proviene, sono 11 le aziende che potranno fregiarsi dell’etichetta T&F «Traceability & Fashion» e che hanno
quindi aderito al modello di tracciabilità volontario elaborato da ITF, l’organismo delle Camere di Commercio per la valorizzazione del sistema moda, un numero di aziende destinato a
crescere velocemente, dal momento che già altre decine di imprese provenienti da tutta Italia si stanno sottoponendo alla procedura di valutazione che dovrà portare al rilascio
dell’etichetta.
Il progetto è nato per rispondere alle esigenze manifestate dalle imprese della filiera moda di qualificare la propria produzione, rendendo il luogo di origine della lavorazione un
elemento di distinzione e di valorizzazione; allo stesso tempo il sistema risponde anche alla necessità di fornire al consumatore, sempre più attento ed esigente, quelle
informazioni che possono essergli utili per elaborare la propria scelta di acquisto.
«Si tratta di un obiettivo importante, che ITF ha potuto raggiungere grazie alla collaborazione di tutte le associazioni di categoria del comparto moda, che insieme a noi hanno
creduto in questa iniziativa – commenta Luca Mantellassi, presidente di ITF Italian Textile Fashion – La sfida che adesso ci aspetta è quella di consentire ai consumatori di
leggere le etichette in maniera corretta e di valorizzare le informazioni sull’origine delle lavorazioni».
«Sistema Moda Italia sostiene con convinzione ogni iniziativa volta a mettere il consumatore, ovunque si trovi, nella condizione di conoscere valore e qualità del prodotto che
intende acquistare – dichiara Michele Tronconi, VicePresidente Vicario di Sistema Moda Italia – Va in questa direzione il sistema volontario di tracciabilità realizzato da ITF,
l’organismo di coordinamento delle Camere di Commercio italiane per la valorizzazione e tutela della filiera della Moda. Per SMI resta comunque imprescindibile continuare la battaglia per
ottenere a livello di Unione Europea l’obbligatorietà dell’indicazione d’origine della merci provenienti dai Paesi extra-UE».
Il rilascio delle etichette avviene al termine di un iter che si conclude con l’approvazione da parte di un Comitato di Certificazione, di cui fanno parte tutte le associazioni di categoria dei
produttori moda, del commercio, dei consumatori, del mondo camerale.
«Si tratta di un ottimo risultato, un segnale importante per le aziende in questo momento di difficoltà – aggiunge Stefano Acerbi, presidente di Confartigianato Moda –
Il nostro impegno sarà quello di cercare di coinvolgere l’intera filiera moda in questa operazione, per recuperare competitività».
«E’ con grande soddisfazione che vediamo partire concretamente questa esperienza – dichiara Luigi Rossi, Presidente Nazionale CNA Federmoda – nella quale abbiamo investito
fortemente e in cui crediamo apertamente. E’ un sistema di trasparenza di cui si è dotato il nostro Paese e attraverso il quale può essere dato un importante contributo alla
competitività del nostro sistema moda»
Il sistema di tracciabilità, garantito dal sistema camerale, è rivolto all’intero comparto moda (tessile-abbigliamento, calzature e pelletteria); le imprese aderenti potranno
accompagnare i propri prodotti con un’etichetta o un certificato che garantisce la veridicità di quanto dichiarato.
Italian Textile Fashion riunisce le Camere di Commercio dei principali distretti tessili italiani ed è stata istituita allo scopo di rapportarsi con gli enti pubblici e privati italiani
e internazionali, di favorire l’attuazione di norme appropriate, di promuovere l’iniziativa in Italia e all’estero.




