Mobilitazione popolare, il rimedio per uscire dalla crisi

Mobilitazione popolare, il rimedio per uscire dalla crisi

Basta realismo rassicurante, i problemi della societa’ di oggi non si superano con il governo tecnico, ma attraverso la mobilitazione della gente comune.
E’ quanto ha dichiarato il filosofo Gianni Vattimo a Libreriamo (www.libreriamo.it), il social book magazine per la
promozione dei libri e della lettura ideato da Saro Trovato.

Il filosofo noto a livello internazionale ha da poco pubblicato il libro “Della realta'”, edito da Garzanti, un saggio filosofico che documenta un
percorso di conoscenza e che alla riflessione sul pensiero di Heidegger unisce una costante attenzione alle trasformazioni della societa’ contemporanea. Al richiamo alla realta’, Vattimo
contrappone l’ermeneutica, ovvero la costante pratica dell’interpretazione, lo straordinario strumento conoscitivo che secondo il filosofo ci consente di superare la dittatura del presente.

Secondo Vattimo, il realismo di oggi nasce dal bisogno di essere rassicurati, e la frenesia ed il bisogno di realta’ si manifestano soprattutto all’interno dei quotidiani cosiddetti
indipendenti, in realta’ a suo avviso reggicoda di Monti e di tutte le banche mondiali. “Il neorealismo che tiene banco sui quotidiani negli ultimi mesi, e’ l’ideologia del tardo capitalismo
cadente, che tenta di salvare le banche tecnicamente.” Il filosofo italiano si rifa’ a Nietzsche, il quale affermava che i fatti sono interpretazioni, che dipendono dal punto di vista
dell’osservatore. “Anche l’economia non e’ una scienza naturale, ma interpretativa, fatta da un soggetto concreto, portatore di interessi, legittimi ma parziali. Una volta preso atto che non ci
sono fatti ma interpretazioni, uno che si propone di avere la verita’ assoluta e” molto pericoloso se non gli si da retta. Si tratta di una realta’ convenuta, che quando non va bene puo’
mettere il dubbio in chi lo ascolta. Questa e” l’essenza del Marxismo e di Nietzsche, e in parte di Freud.”

Il filosofo italiano illustra quindi la sua visione dialettica della storia. “Non sono d’accordo sul fatto che si possa arrivare alla verita’ solo attraverso l’accordo tra maggioranza e
minoranza. Credo che la verita’ si costruisca soprattutto attraverso lo scontro, la sostituzione, il cambiamento, la rivoluzione.” Secondo Vattimo la nostra democrazia oggi e’ purtroppo questa,
e la naturale conseguenza e’ la mancanza di convinzione nell’andare a votare pensando di poter cambiare le cose. “Occorre un po’ piu’ di conflitto: anche il governo tecnico attuale e’ figlio
dell’accordo tra maggioranza e minoranza di governo. Addirittura in passato la destra e la sinistra si rimproveravano di essersi copiati i programmi dell’altro. Una situazione diffusa anche nel
resto del mondo.”

Se il bisogno di essere rassicurati attraverso la realta’ non basta, com’e’ possibile, quindi, uscire dalla crisi? Vattimo confessa di credere molto nella mobilitazione di base. “Ci sono in
questo momento in Italia molteplici centri di mobilitazione, ma che non trovano un’unita’ elettoralmente rilevante, come i No Tav, il movimento contro il ponte di Messina. Da essi dipende la
speranza per un futuro migliore, perche’ il silenzio e il disprezzo della politica da parte delle grandi masse deluse sono due cose terribili.”

L’autore crede molto nella moltiplicazione dei centri, non per amore del conflitto, ma per l’impegno delle persone che cercano di ottenere qualche cosa, come i pensionati, gli esodati. “I
tecnici al governo non sono dei disonesti, ma essendo molto abili, sono anche pericolosi. La politica europea in generale, tenta di salvarsi per l’ennesima volta puntando sul capitalismo. Sono
contento che non ci siano manifestazioni per strada continuamente, ma mi domando dove andiamo. Temo ma allo stesso tempo desidero una conflittualita’ sociale, capace di produrre cambiamenti
positivi per la rinascita della societa’.”

Redazione Newsfood.com+WebTv

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