miR-200c, la molecola che predice la gravità del cancro alle ovaie

miR-200c, la molecola che predice la gravità del cancro alle ovaie

Mettere sotto analisi specifiche molecole fornisce ai medici informazioni essenziali sul cancro alle ovaie. Essi potranno sapere in quali pazienti il tumore regredirà ed in quali, al
contrario, presenterà recidive.

Questa la procedura descritta da una ricerca dell’Istituto Mario Negri (sezione Dipartimento di Oncologia) dell’Ospedale San Gerardo di Monza-Università Milano Bicocca (sezione Oncologia
Ginecologica) e dell’Università di Torino, diretta dai dottori Maurizio D’Incalci, Dionyssios Katsaros e Costantino Mangioni e pubblicata su “Lancet Oncology”.

Fin da subito, l’equipe di ricerca ha puntato sul micro-RNA, piccole molecole di RNA. Conducendo osservazioni su un campione di 144 volontarie, gli scienziati hanno notato come una di queste
molecole, miR-200c consentisse di identificare con precisione la firma molecolare del tumore, quindi la sua evoluzione e di conseguenza le possibilità di sopravvivenza dei pazienti.
Successivi esami di controllo hanno dimostrato il ruolo di miR-200c e la correttezza dei dati ottenuti.

Per quanto importante, la ricerca italiana non è unica nel suo genere: sempre più indagini mirano all’individuazione dei “biomarcatori molecolari”, tracce chimiche che permettono
di conoscere meglio gli sviluppi della malattia e (di conseguenza) applicare meglio la terapia.

Infatti, così commenta uno dei ricercatori, Sergio Marchini: “Questi dati sono di grande importanza per gettare le basi per effettuare le terapie più appropriate nei diversi
pazienti con carcinoma dell’ovaio allo stadio 1 sulla base del rischio di recidiva. Inoltre si intravede la possibilità di sviluppare nuove terapie più efficaci in gruppi
selezionati di pazienti con questa malattia”.

FONTE: Sergio Marchini, Prof Duccio Cavalieri, Robert Fruscio, Enrica Calura, Daniela Garavaglia, Ilaria Fuso Neriniand others, “Association between miR-200c and the survival of patients
with stage I epithelial ovarian cancer: a retrospective study of two independent tumour tissue collections”,doi:10.1016/S1470-2045(11)70012-2

Matteo Clerici

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