Michele Chiarlo: 60 vendemmie di riconoscimenti e grandi premi


Michele Chiarlo: 60 vendemmie di riconoscimenti e grandi premi


Un poker di riconoscimenti per festeggiare le 60vendemmie di Michele Chiarlo
Nelle ultime settimane, ben quattro vini della Michele Chiarlo sono stati insigniti di diversi, prestigiosi, riconoscimenti. I “3 bicchieri” dati alla Barbera Nizza La Court hanno portato all’azienda la seconda stella del Gambero Rosso, mentre il BIWA ha inserito il Barolo Cerequio 2011 tra i migliori 50 vini d’Italia. Inoltre, il Barolo Cannubi 2011 ha ricevuto il punteggio di 95 da Wine Spectator e il Barolo Cerequio Riserva 2007 il punteggio di 96 dalla guida Doctor wine Mondadori e i 5 Grappoli della Guida Bibenda.

Michele Chialo1Qual è il modo migliore, per un produttore di vini, di festeggiare le 60 vendemmie?
Sicuramente vedere riconosciuta una volta di più la qualità dei propri prodotti e constatare come il frutto del duro lavoro di decenni trovi grandi apprezzamenti in tutto il mondo.
È decisamente significativo, quindi, che la ricorrenza dei 6 decenni di vendemmie della Michele Chiarlo sia coincisa con diversi, prestigiosi, riconoscimenti arrivati da più parti.

 

Michele Chialo2SECONDA STELLA

In un momento così significativo per l’azienda di Calamandrana, non poteva che essere uno dei suoi due vini simbolo ad “aprire le danze” dei festeggiamenti. La Barbera d’Asti Superiore Nizza La Court 2012, infatti, si è aggiudicata i 3 bicchieri della Guida del Gambero Rosso 2016.
 Da anni punto di riferimento dell’enogastronomia italiana, il Gambero Rosso è una certificazione di qualità unanimemente riconosciuta; il fatto, quindi, che per la sesta volta la Barbera La Court abbia raggiunto questo traguardo, la dice lunga sulla costante qualità produttiva di un vino che è non solo il simbolo dell’azienda ma una delle punte di diamante di un intero territorio.
Il premio conquistato dalla Barbera La Court, permette, inoltre, alla Michele Chiarlo di aggiudicarsi la seconda stella del Gambero Rosso, “distintivo” che spetta a chi raggiunge il traguardo dei 20 vini premiati con i 3 bicchieri. 
Le bottiglie che hanno permesso alla Michele Chiarlo di entrare nella ristretta cerchia dei produttori con 2 stelle (in Piemonte sono solamente sette) sono: il Barolo Cerequio, nove volte 3 bicchieri; il Barbera d’Asti Superiore Nizza La Court, sei volte 3 bicchieri; il Barolo Cannubi, 4 volte 3 bicchieri e il Gavi Fornaci, con un riconoscimento 3 bicchieri al suo attivo.
Michele Chialo3NELL’OLIMPO DEL BIWA
Un altro grande riconoscimento è arrivato, nelle scorse settimane, dal BIWA, ovvero il Best Italian Wine Awards. Si tratta della classifica dei 50 migliori vini d’Italia, stilata da un comitato tecnico internazionale composto da critici, giornalisti ed esperti del settore, punto di arrivo di un lungo lavoro di selezione che parte con la degustazione alla cieca di 300 etichette segnalate. All’interno di questa selezione, è stato inserito il Barolo Cerequio 2011, una delle bottiglie più importanti della produzione della Michele Chiarlo.
 Per il 2015, la giuria ha visto la presenza di Tim Atkin, Wine Writer londinese tra i più premiati al mondo e Master of Wine con 25 anni di esperienza; il parigino Raoul Salama, docente presso la facoltà di Enologia di Bordeaux, giornalista specializzato e degustatore professionale; la newyorkese Christy Canterbury, giornalista, giudice, formatrice e Master of Wine degli Stati Uniti; Daniele Cernilli, uno dei più famosi giornalisti enogastronomici, tra gli ideatori del Gambero Rosso; Antonio Paolini, esperto critico enogastronomico e degustatore, curatore di numerose guide; Pier Bergonzi, vice direttore de La Gazzetta dello Sport, Sommelier e appassionato di enogastronomia, fondatore della rubrica Gazza Golosa.
 Insieme a loro, Luca Gardini, miglior sommelier del mondo nel 2010, e Andrea Grignaffini, direttore creativo del bimestrale Spirito Divino, membro del comitato di direzione della guida ristoranti de l’Espresso. Sono questi ultimi due ad aver ideato la classifica nel 2012 e ad averla resa uno strumento di grande visibilità per i vini italiani in tutto il mondo.
WINE SPECTATOR

A confermare ulteriormente il grande apprezzamento nei confronti della produzione della Michele Chiarlo, hanno contribuito, ancora una volta, anche i prestigiosi Barolo che nascono nei cru di Cannubi e Cerequio, tra i cuori storici di questo vino simbolo dell’enologia piemontese.
 Nello specifico, il Barolo Cannubi 2011 ha ricevuto il punteggio di 95 e l’inserimento nella prestigiosa lista “Collectible” di Wine Spectator, probabilmente la più prestigiosa e diffusa rivista al mondo dedicata al vino (più di due milioni di lettori).

GUIDA MONDADORI e BIBENDA

È stato, invece, il Barolo Cerequio Riserva 2007 a ottenere il punteggio di 96 nella Guida essenziale ai Vini d’Italia 2006, curata per Mondadori da Daniele Cernilli, già citato “decano” dei degustatori e dei giornalisti enogastronomici italiani. 
Lo stesso vino ha anche ottenuto i “mitici” 5 grappoli con i quali la Guida della Fondazione Italiana Sommelier Bibenda 2016 contraddistingue le bottiglie migliori dell’immenso patrimonio vinicolo italiano. Quest’ultimo riconoscimento ha un valore particolare dal momento che, da quest’anno, la pubblicazione, giunta alla sua 18^ edizione, è finalmente on line, confermandosi un punto di riferimento imprescindibile per i professionisti del vino italiano, non solo all’interno dei confini del nostro Paese, ma nelle principali nazioni del mondo.

RICORRENZE    
Michele Chialo4Come detto, questi bellissimi traguardi, che già di per sé sono motivo di orgoglio, diventano ancora più significativi perché arrivano in coincidenza della sessantesima vendemmia di Michele Chiarlo. Il grande produttore piemontese, che ha da poco compiuto 80 anni, ha creato la cantina che porta il suo nome nel 1956, iniziando la sua produzione con soli due vini, Barbera e Moscato, e riuscendo a portarla, nel giro di pochi decenni, tra i nomi più importanti dell’enologia piemontese e  nazionale. Chiarlo ha sempre sposato la qualità della propria produzione con un instancabile lavoro di tutela e valorizzazione del territorio, coniugando come nessuno aveva mai fatto prima, per esempio, il mondo del vino e dell’arte in quell’esempio splendido di coraggio e lungimiranza che è il Parco Artistico Orme su La Court, creato tra i filari della sua migliore Barbera.
michele chiarlo“Sono felicissimo – ha commento Michele Chiarlo – che questi straordinari risultati siano coincisi con una vendemmia ‘5 stelle super’, nella quale la qualità ha rasentato la perfezione. Forse la migliore degli ultimi 20 anni”.
E se lo dice chi di vendemmie ne ha fatte ben 60, si può davvero credergli.

 

Redazione Newsfood.com

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