Mercato del Suffragio a Milano: un’oasi di cultura enogastronomica, gusto e convivialità

Mercato del Suffragio a Milano: un’oasi di cultura enogastronomica, gusto e convivialità

Il Mercato del Suffragio a Milano: un’oasi di cultura enogastronomica, gusto e convivialità
Una storia, una filosofia e un percorso comune unisce la squadra dell’ “area multifunzionale” gelateria, lievitati, enoteca con mescita del Mercato del Suffragio di Milano. E per rendersene conto, è sufficiente avvicinarsi alle rispettive “postazioni”: a colpire, infatti, non è solo il profumo di pizza e pane appena sfornato, di un salume appena affettato o l’aromaticità di calici e gelati artigianali, ma di quel sentimento di amicizia che lega Fabio, Masumi, William e Daniele. Quattro amici che si alternano con passione tra aree e orari di lavoro, con rara e percepibile dedizione, ma soprattutto con una sorprendente sincronia nell’alternarsi tra le varie “specializzazioni”.
Fabio Venturini, classe 1983 e fondatore della pizzeria “42 esimo” di Spoleto, inizia per amore a sperimentare lunghe lievitazioni naturali. Grazie alla guida di Beniamino Biliali prima e di Davide Longoni poi, continua il suo percorso di formazione e inizia a proporre creazioni a base di farine (di antiche varietà) macinate a pietra, ben dosate nella nota lievemente acidula propria di questo genere di lavorazioni.
Daniele Santangelo e Masumi Nakagawa si preoccupano di gestire l’angolo dei vini, rigorosamente naturali e biodinamici selezionati con cura e passione da entrambi. Stesso “ruolo” di narratori del nettare di bacco, ma differenti percorsi formativi che ben si combinano dietro il banco, facendo sentire coccolato sia il gourmand esperto sia l’avventore.
Masumi, giapponese di Osaka e per anni impegnata nel settore della moda, si apre a quello enologico per amore, divenendo sommelier AIS, degustatrice e consulente di whisky bourbon, insegnante di corsi di cucina quotidiana giapponese presso Cucinoteca a Milano. E poi, il classico colpo di fulmine con il suo compagno, Marco di Socio (titolare di una piccola ma selezionata distribuzione di vini del genere, dissociazioni enologiche) grazie al quale si avvicina alla sfera del biodinamico. Galeotto fu quel vino…si potrebbe riassumere così il percorso di Masumi, sempre disponibile, cortese nel suo saper proporre al cliente le prelibatezze da cui è “attorniata” e profonda conoscitrice del vino.
A condividere con lei l’angolo mescita del Mercato, Daniele che abbandona l’ambito immobiliare in cui ha lavorato per anni, per seguire il suo “animo” e iscriversi alla facoltà di Viticoltura ed Enologia di Milano. Determinante il tirocinio presso la Cantina Cooperativa di Torrevilla (in Oltrepò Pavese), dove ha modo di approfondire i temi di fermentazioni, lieviti e colture batteriche; ancor più determinante, forse, la chiusura dell’azienda immobiliare, vissuta quasi come “un segno del destino”, per prendere il coraggio definitivo di avvicinarsi a ciò che aveva scoperto essere la “dimensione” sempre desiderata. Cerca (e trova) occupazione presso importanti enoteche della città, tra cui Vinodromo e Vinoir e, ormai carico di esperienza e savoir-faire, dietro il banco del Mercato narra con pathos e competenza etichette di vino, sbicchierando con nonchalance calici accuratamente selezionati assieme a Masumi.
Con il contributo di William Legati, Masumi e Daniele hanno definito l’assortimento di salumi, formaggi e altre ricercatezze di piccoli artigiani, proposte al banco gastronomia per asporto, pausa veloce nel corso della giornata o come piacevole accompagnamento a calici di aperitivo.
Come sempre…dulcis in fundo…William, infatti, propone i suoi gelati realizzati esclusivamente con materie prime fresche variabili in base alla stagionalità. Ideatore della gelateria Cool (aperta nel 2009), punta a fare del gelato di qualità un alimento accessibile a tutti, offrendo prelibatezze senza glutine, creme senza latte o con latte di capra, ingredienti scelti dopo una certosina ricerca. Un paradiso per i golosi e non solo.
Perdersi in quel bellissimo quadrilatero del mercato è un po’ come sintonizzarsi con il mondo dei piccoli artigiani italiani, riscoprire la bellezza dei loro valori agricoli, lasciarsi affascinare dai racconti di Fabio, Daniele, Masumi e William, facendosi trasportare in un piccolo (grande mondo) ormai dimenticato nel cuore della brulicante Milano.
Un’occasione per aprire la mente a nuovi orizzonti della cultura enogastronomica, emozionandosi nel vedere gli sguardi dei quattro amici illuminarsi nel raccontare il proprio lavoro e le “storie di vita” che si celano dietro farine, vini, gelati e salumi.

Manuela Mancino
per Newsfood.com

Leggi Anche
Scrivi un commento