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By Giuseppe

CONEGLIANO VALDOBBIADENE – DOVE IL PROSECCO È SUPERIORE

COME CAMBIA IL “MONDO” DEL PROSECCO CON LA DOCG CONEGLIANO VALDOBBIADENE

Negli ultimi anni, intorno al Prosecco, si sono sviluppati molti fenomeni imitativi: ciò è comprensibile dato il successo del prodotto e la sempre maggiore fiducia e considerazione da parte dei Consumatori.
Tali fenomeni, difficili da monitorare e controllare, rischiavano di confondere Operatori e Consumatori sia in Italia sia all’estero, e di danneggiare uno dei prodotti più apprezzati dello “stile italiano”.
Per questo motivo, dopo un lungo lavoro, il 17 luglio 2009 è stato approvato dal Ministero il riordino del Prosecco che vede l’innalzamento dei controlli e delle garanzie e che sancisce un cambiamento radicale: Prosecco infatti non è più il vino ottenuto da un tipo di vite, ma diventa il vino di un preciso territorio.
Il cambiamento ha portato alla definizione di due differenti livelli qualitativi: l’attribuzione della Docg per il Conegliano Valdobbiadene, e la creazione di una Doc di base che sostituisce tutte le Igt attuali.

DALLA DENOMINAZIONE STORICA ALLA DOCG

Dopo quaranta anni dal riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata (DOC 1969), Conegliano Valdobbiadene, insieme alla piccola zona dei Colli Asolani, entra a pieno titolo nella più alta classificazione italiana dei vini di qualità: la Denominazione di Origine Controllata e Garantita.

L’impianto storico della Denominazione rimane intatto, ma cambia e si amplia la visione complessiva che permette di valorizzare maggiormente il prodotto.

Il territorio è garanzia di Superiorità. Tutti i vini a Docg riportano in primo piano sull’etichetta, il nome della Denominazione “Conegliano-Valdobbiadene” seguito da Prosecco Superiore, nel caso dello spumante.
Lo spumante può riportare in etichetta semplicemente il nome della Denominazione principale Conegliano- Valdobbiadene o Conegliano o Valdobbiadene.

La zona di produzione. La zona di produzione è quella storica, limitata ai 15 comuni collinari tra le due capitali produttive di Conegliano-VaIdobbiadene; una dimensione che testimonia la preziosità del prodotto.

Le uve. Come tradizione, il vino viene prodotto con un minimo de1l’85% di uve del vitigno Glera e, per un massimo del 15%, di uve Verdiso, Bianchetta, Perera, Glera lunga varietà presenti da secoli nelle colline di Conegliano-Valdobbiadene. Per lo spumante, si possono utilizzare anche le uve Pinots e Chardonnay.

La produzione. La produzione della Docg è di 135 qli/ha

Le Novità.

Con l’introduzione delle “Rive”, riservato agli spumanti, è stata prevista anche la possibilità di evidenziare in etichetta il nome del comune o della frazione di origine delle uve.
Il termine “Rive”, sta ad indicare nella parlata locale, i vigneti posti in terreni scoscesi, ed ha lo scopo di mettere in luce la vocazione e le molte differenze che esprimono le diverse località della denominazione.
Per le “Rive” la produzione è ridotta a 130 qli/ha, con l’obbligo della raccolta manuale delle uve e dell’indicazione del millesimo.

Il “Cartizze”. AI vertice qualitativo della Denominazione Garantita rimane lo spumante della storica sottozona del “Superiore di Cartizze” la cui resa in vigneto è di 120 qli/ha.

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