Mangiavo solo schifezze, mi stavo rovinando il fisico. Roberto Bolle descrive la sua lotta contro lo junk food e la cattiva alimentazione.

Mangiavo solo schifezze, mi stavo rovinando il fisico. Roberto Bolle descrive la sua lotta contro lo junk food e la cattiva alimentazione.

Quando balla, è un mix di grazia e potenza.

Il suo fisico è un’ equilibrio perfetto tra muscolatura ed agilità.

Ha dimostrato tutte le sue capacità di fronte a pubblici entusiastici e fatto emozionare re, presidenti e grandi della Terra.

Visto dall’ esterno, Roberto Bolle è l’ ultima persona che si potrebbe associare a problemi di alimentazione o alla troppa passione per il cattivo mangiare.

Eppure, anche l’ etoile del balletto, per sua stessa ammissione, ha dovuto combattere per equilibrare la sua tavola.

Per capire bene la questione bisogna partire da un dato di fatto fondamentale.

I ballerini italiani, a differenza di altri atleti, come i calciatori, non hanno una copertura completa: in altre parole, ad una rigorosa preparazione fisica non fa seguito un’ altrettanto
rigoroso controllo alimentare.

Inoltre, danzare ad alti livelli è un’ attività che richiede un dispendio continuo di energie, fisiche e mentali (Bolle ricorda ancora lo stress psicofisico che precedette la sua
prima esibizione internazionale, alla Royal Albert Hall, davanti alla famiglia reale britannica); alla fine della giornata, spesso il danzatore non ha voglia di pensare (e creare) buona cucina:
“mi tornava molto più semplice scartare merendine e confezioni di schifezze varie sul divano, davanti al televisore, piuttosto che mettermi a spadellare ai fornelli”, ricorda il
fuoriclasse nostrano del balletto.

Così, la combinazione di mancanza di “aiuto” nutrizionale, mancanza di tempo (e naturale golosità) portarono Roberto Bolle a basare la propria dieta quotidiana sullo junk food:
“Avevo una predilezione per le torte salate e non mancavo mai di acquistare chicken pie, che è un pasticcio di pollo, e biscotti al burro”.

Poi, il suo fisico, sottoposto a grandi sforzi e sofferente per la mancanza di fibre e proteine, iniziò a mandare segnali d’allarme al padrone.

Così il danzatore fece il punto della situazione e prese una decisione: “A un certo punto mi sono reso conto che stavo arrivando al limite. Mi sentivo affaticato, nauseato. Ho capito
che il mio fisico mi chiedeva aiuto per mantenere la forma acquisita, per superarla, per stare bene. Non era una questione di linea, per quella bastava l’allenamento, ma proprio di salute, di
benessere. E allora ho detto basta al junk food, rifugio effimero allo stress e alla fretta quotidiana. Il cibo spazzatura mi si stava ritorcendo contro come un boomerang. Ritornato a Milano,
ho deciso che dovevo disintossicarmi dalle calorie killer”
.

Per iniziare, Bolle eliminò tutto il cattivo cibo, sostituendolo con frutta, verdura e acqua a volontà.

Dopo 3 giorni difficili (“l’astinenza da grassi e zuccheri si faceva sentire”) la salute ed il benessere dell’ atleta iniziarono a migliorare. Per completare la vittoria, Bolle si
recò da un nutrizionista per mettere a punto un piano nutrizionale completo.

Ora, l’alimentazione di Roberto Bolle si basa su yogurt, ricotta, riso integrale, farro, carne e pesce, tanta frutta e tanta acqua (4-5 litri al giorno).

E gli sfizi? Certo: qualche bicchiere di vino, un po’ di cioccolato, ogni tanto l’ aperitivo con patatine e noccioline, ma senza esagerare. Perchè “Il cibo spazzatura ti uccide se
diventa una regola ma è ancora più buono se è un’eccezione”
.

Matteo Clerici

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