Maltempo: Coldiretti, salgono a 15 vittime nubifragi, calamità nei campi

Maltempo: Coldiretti, salgono a 15 vittime nubifragi, calamità nei campi

Il maltempo che si è abbattuto su Sardegna, Calabria e Sicilia ha provocato danni per milioni di euro all’agricoltura e fatto salire il tragico bilancio dei nubifragi killer che sono
verificati a macchia di leopardo nella penisola causando almeno 15 vittime nel 2009 per effetto di un clima “tropicale”. E’ quanto afferma la Coldiretti, nel sottolineare che è necessario
avviare subito le procedure per la dichiarazione dello stato di calamità nelle campagne dove ha perso la vita un pastore e risultano campi allagati, aziende agricole isolate, strade rurali
interrotte con danni alle coltivazioni.

Un settembre così piovoso non si ricorda a memoria d’uomo in Sicilia dove sono gravissimi i problemi alla viabilità
interna e le coltivazioni maggiormente colpite sono quelle orticole, l’uva da tavola, le ultime pesche, ma anche le
piante di agrumi. La Coldiretti isolana ha chiesto all’Assemblea regionale siciliana la dichiarazione dello stato di emergenza perché le imprese agricole hanno già subìto
milioni di euro di danni. Anche in Calabria i tecnici della Coldiretti sono al lavoro per una ricognizione dei danni. Le zone maggiormente colpite sono sulla fascia jonica: nella Locride, da
Brancaleone a Monasterace, e nel Crotonese, in particolare a Cropani e Botricello, ma non mancano problemi nel Vibonese e nel Lametino. Le forti piogge hanno causato danni alla viabilità e
alle infrastrutture e compromesso, a macchia di leopardo, i seminativi, le coltivazioni orticole, i vigneti – grossi problemi ci sono per la vendemmia del Greco di Bianco – e gli agrumeti. Le
maggiori preoccupazioni vengono dai vigneti anche in Sardegna dove il maltempo non consente il normale andamento delle operazioni di vendemmia e in alcune zone ha danneggiato i filari dei vini
più rinomati.

La maggiore frequenza con cui si sono verificati nel 2009 eventi estremi particolarmente pericolosi per la vita dei
cittadini e per l’esercizio dell’attività agricola è – sottolinea la Coldiretti – la conferma dei cambiamenti climatici in atto che in Italia si stanno manifestando tra l’altro con
sfasamenti stagionali, maggior numero di giorni consecutivi con temperature estive elevate, aumento delle temperature estive e una modificazione della distribuzione delle piogge.

L’andamento climatico primaverile estivo del 2009 è stato infatti segnato – sottolinea la Coldiretti – dall’arrivo
improvviso di aria fredda con la formazione improvvisa di nubi killer e manifestazioni temporalesche locali caratterizzate da precipitazioni intense, fulmini e grandine che hanno provocato danni
ma anche feriti e vittime tra escursionisti, vacanzieri, agricoltori, pescatori e cittadini. Non è un caso che – precisa la Coldiretti – l’estate appena trascorsa si è posizionata
al quarto posto tra le più calde dal 1800 ma tutte le tre ultime estati si siano classificate tutte nella top ten delle più calde degli ultimi 200 anni con il record assoluto delle
alte temperature fatto segnare dal 2003. Si tratta di una situazione – conclude la Coldiretti – che è destinata ad influenzare la vita dei cittadini ma anche il comportamento della natura
e con esso l’esercizio dell’attività agricola che e deve interpretare il cambiamento e i suoi effetti sui cicli delle colture, sulla gestione delle acque e sulla sicurezza dei
territori.

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