Ma i Comuni sull'Ici guardano solo a fare cassa

Reggio Emilia – Si gioca tra esigenze di tutela, soprattutto da possibili errori, ed esigenze di rispetto pieno delle regole di legalità, il ruolo della Cia ed il
giudizio che la stessa dà sugli strumenti fiscali operanti nel settore agricolo.

Del tema «Fiscalità in agricoltura nel 2008» si è parlato la sera di martedì 26 al Centro Fiera di Mancasale su iniziativa della Cia di Reggio Emilia; dirigeva
i lavori il presidente Ivan Bertolini, mentre il direttore dell’Organizzazione Francesco Zambonini ha introdotto i temi, poi sviluppati dai relatori: il tributarista Gianpaolo Tosoni che ha
parlato delle novità fiscali per il settore, tra le quali emergono quelle per incentivare la produzione di energie da fonti agricole, Salvatore Scarpino dell’Agenzia del Territorio,
direzione Emilia-Romagna che si è soffermato sul catasto e sulle operazioni di accatastamento in corso per quanto riguarda i fabbricati rurali, cercando anche di fugare le preoccupazioni
sul futuro uso delle informazioni recuperate dall’Agenzia; infine Massimo Bagnoli, responsabile della consulenza fiscale per la Cia nazionale.

Da Zambonini è venuta una valutazione sulla Finanziaria approvata alla fine dell’anno scorso, che contiene elementi positivi, ma non ancora una stabilizzazione delle aliquote Irap e
delle altre agevolazioni in essere per l’agricoltura, prorogate invece di anno in anno. Al di fuori della Finanziaria, il 2007 ha prodotto l’accordo sui debiti Inps ed il pacchetto per il
welfare agricolo, ma anche la disciplina sulle società agricole e sulla vendita diretta dei prodotti agricoli, l’aggiornamento del catasto e la verifica dei requisiti ruralità per
le abitazioni.

Da qui è partito Bagnoli per sottolineare l’esigenza di un puntuale aggiornamento della qualità catastale dei terreni secondo le varie colture, cosa non sempre fatta in modo
puntuale. Ora con l’aggiornamento automatico tramite il trasferimento dei dati Agea relativi ai «fascicoli aziendali» vale a dire le domande per i contributi europei, all’Agenzia
del Territorio si sta attuando un’operazione di perequazione necessaria, che riconferma il valore del catasto come elemento centrale della fiscalità agricola.

Discorso analogo riguarda i fabbricati mai accatastati o che hanno perso i requisiti di ruralità. Da questo punto di vista -ha affermato Bagnoli- la Cia difende chi ha rispettato le
leggi, pur sapendo che c’è anche nell’accertamento in corso una quantità di errori, e che perciò la consulenza Cia interviene di conseguenza.

Uno strale però il responsabile delle consulenze Cia ha rivolto ai Comuni per l’Ici, denunciando il fatto che ci sono da parte loro troppe e svariate interpretazioni delle norme, che di
per sé sarebbero anche chiare, «solo con l’obiettivo di fare cassa».

Leggi Anche
Scrivi un commento