Lucca: i prodotti delle provincia a “Identità Golose”

Sarà uno dei più grandi chef d’Italia e del mondo, Fulvio Pierangelini del Gambero Rosso di San Vincenzo, ad interpretare i prodotti del «paniere» lucchese alla cena
di gala con cui domenica prossima, al Westing Palace di Milano, si aprirà Identità Golose, il IV Congresso Italiano di Cucina d’Autore.

Fulvio Pierangelini interpreterà i sapori della Rete del Gusto della provincia di Lucca, realizzando una serie di piatti d’autore con tre dei prodotti eccellenti del territorio: il
più antico dei cereali, il farro, l’incomparabile carne della Valle del Serchio e la delicata farina di neccio.
La cena inizierà con una degustazione di salumi e di delicati formaggi, conditi con olio extravergine di Lucca e accompagnati al pane tradizionale di Altopascio e ai vini di Montecarlo e
delle Colline Lucchesi.
All’appuntamento di domenica si annuncia il tutto esaurito: hanno infatti già confermato la loro presenza numerosi VIP, imprenditori, personaggi della cultura e dello sport, operatori e
giornalisti qualificati di settore.
Per questo evento, eccezionale lo sforzo promozionale della Camera di Commercio di Lucca, che sarà presente alla cena con il presidente Claudio Guerrieri e che, dunque, non vuole perdere
l’occasione per promuovere le eccellenze della provincia e, attraverso queste, avviare una vera e propria operazione di marketing territoriale.

Il Paniere Lucchese: la Rete del Gusto
Per diffondere, promuovere e condividere le prelibatezze della Lucchesia, è nato nel 2004 il «Paniere» Lucchese – La Rete del Gusto, un’iniziativa della Provincia e della
Camera di Commercio di Lucca, realizzata in collaborazione con Comunità Montana della Garfagnana, Comunità Montana della Media Valle del Serchio, Comunità Montana Alta
Versila, Comunità Montana Area Lucchese, Coldiretti, Confederazione Italiana Agricoltori, Confagricoltura, Confartigianato, CNA, Confcommercio e Confesercenti.
I sapori eccellenti contenuti nel carnet lucchese provengono tutti dalla tradizione che in questa terra si tramanda di generazione in generazione. Una tradizione che riesce ancora oggi a
mantenere assolutamente integra l’autenticità dei sapori, dei metodi di lavorazione e delle capacità umane, che sono gli elementi indispensabili per la creazione di un prodotto
tipico di grande qualità.
Per tutte queste caratteristiche, la definizione del Paniere Lucchese ha richiesto un qualificato lavoro di ricerca e di selezione: oggi il formentone otto file, il farro, il biroldo e la
mondiola della Garfagnana, il prosciutto «Bazzone», il pane di Altopascio Tradizionale, la farina di neccio Dop della Garfagnana e l’olio extravergine di oliva Dop della Provincia
di Lucca sono solo alcuni dei prodotti più rappresentativi tra i 61 che compongono l’intera Rete del Gusto lucchese. Prodotti che sono divisi in 12 categorie: fiori e piante ornamentali,
ortaggi, frutti, formaggi, insaccati, farina, pasta e prodotti da forno, olive e olio, prodotti dell’apicoltura, pesci, vini, funghi e acque minerali. Tutti legati fra loro da un «fil
rouge», da una filiera produttiva rintracciabile e certificabile e da un unico territorio: la provincia di Lucca.
Grandi sapori, dunque, ma anche grande impegno da parte di chi questi prodotti rappresenta: produttori, artigiani, ristoratori e commercianti, uniti non solo per incentivare la vendita e il
consumo ma anche per avere a disposizione una struttura capace di dare informazioni, di permettere una reciproca collaborazione e di offrire una garanzia di qualità e sicurezza dei
prodotti di eccellenza della Rete del Gusto della Provincia di Lucca.

Il Pane di Altopascio Tradizionale
È la prima «Città del Pane» riconosciuta in Italia ed il suo pane, il Pane di Altopascio, ha ottenuto nel 2004 il marchio collettivo «Pane di Altopascio
Tradizionale» dalla Camera di Commercio di Lucca. La particolarità – oltre alla qualità indiscussa delle materie prime – è la mancanza di sale, a cui si aggiunge la
grande capacità manuale dei fornai, la fragranza ed anche la forma, spesso quadrangolare o più comunemente a filone. È noto che la qualità del pane dipende molto
dall’umidità dell’aria, dal vento, dalla stagione. Ciascuno dei fornai locali, artigiani o industriali, suggerisce una sua personale motivazione della qualità del pane
altopascese. Alcuni sostengono che il segreto stia nell’utilizzo dell’acqua di una certa durezza, ma la maggior parte dei fornai di questa città sostiene che tutto dipenda solo e
soltanto dalla loro abilità.

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