Lombardia/Cile, siglato accordo di collaborazione

Milano, 16 Ottobre 2007 – Un accordo di collaborazione Lombardia-Cile è stato sottoscritto alla Farnesina dal presidente della Regione, Roberto Formigoni, con il ministro degli
Esteri del Cile, Alejandro Foxley, alla presenza del presidente cileno, Micelle Bachelet.

La firma è un momento tra i più significativi nella cornice della III conferenza Nazionale sull’America Latina e Caraibi (tema «Italia-America Latina: insieme verso il
futuro») che fino si svolge al Ministero degli Affari Esteri, alla presenza delle più alte cariche istituzionali nazionali e internazionali.

«L’Accordo con il Cile – ha spiegato Formigoni – è un’iniziativa molto importante, figlia della visione lungimirante delle relazioni internazionali del governo lombardo che, in
questi anni, ha fatto una scelta precisa di rapporto preferenziale con l’America Latina».
«Ed è ancora più importante – ha aggiunto – perché è il primo accordo tra Regione Lombardia e uno Stato estero in questa legislatura dopo quello precedente del
2003 con l’Uruguay».

Dopo, infatti, una collaborazione proficua che, negli scorsi 5 anni, ha portato alla sottoscrizione di cinque Protocolli d’Intesa e di 13 progetti di cooperazione decentrata sostenuti con oltre
1 milione di euro, si è ritenuto opportuno concretizzare con un documento ufficiale questo rapporto.
Cinque i punti cardine dell’accordo:

1) – la promozione del capitale umano, con la realizzazione di iniziative di formazione tecnica e di programmi di scambio culturale e scientifico e con progetti che favoriscano la
sperimentazione di nuovi metodi didattici attraverso la collaborazione degli Istituti di istruzione superiore e universitaria dei rispettivi Stati;

2) – il sostegno alla competitività, sviluppando relazioni di collaborazione nel settore economico-produttivo per favorire una maggior presenza di imprese italiane e cilene nei
rispettivi territori;

3) – l’incremento della cooperazione allo sviluppo, con l’avvio di progetti sperimentali congiunti di collaborazione umanitaria in Paesi terzi;

4) – la sensibilizzazione sul tema della sostenibilità ambientale, tramite iniziative di tutela del territorio e miglioramento della qualità dell’aria;

5) – la diffusione della conoscenza delle normative, dei procedimenti amministrativi e dei programmi vigenti nei rispettivi territori in materia di sicurezza e solidarietà sociale.

«Al centro dell’Accordo dunque – ha detto ancora Formigoni – abbiamo posto quelle che riteniamo le leve prioritarie dello sviluppo. Non si tratta infatti di incrementare solo rapporti
economici o rafforzare partnership imprenditoriali, vogliamo anche, nel corso degli anni visto che l’accordo scade nel 2012, promuovere e sostenere una cooperazione tra le nostre società
civili, contribuendo a rafforzare quel protagonismo umano e personale che rappresenta la più forte garanzie di uno sviluppo condiviso».
«L’intero Occidente – ha concluso Formigoni – ha bisogno che si sviluppi un rapporto equilibrato e «circolare» tra l’Europa e le Americhe nel loro insieme. Occorre fare
dell’Atlantico un mare interno, un nuovo grande Mediterraneo adeguato alla scala planetaria nella quale oggi viviamo».

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