Lo chef fa grande cucina. con i cibi in scatola

Lo chef fa grande cucina. con i cibi in scatola

 

Spesso la cucina è vista come un’arte per eletti, un misto tra dedizione totale, ingredienti superiori e (soprattutto)
capacità da fuoriclasse, riservata esclusivamente a pochi maestri selezionati. Bene, chi la pensa così non ha mai conosciuto Falsarius, l’anticuoco.

Questo ristoratore spagnolo ha fatto della lotta alle convenzioni del genere il suo marchio di garanzia: oltre a presentarsi
abbigliato con naso e occhiali finti, cappello e grembiule neri, baffi e bandana rossa legata al collo, ha inventato un suo personalissimo modo di preparare i cibi, la “cucina
impostora”, cioè la trasformazione di alimenti comuni e poco costosi in piatti sostanziosi e capaci di soddisfare i palati più esigenti. Lo stesso Falsarius, in
accordo con il suo stile, non ha problemi ha descrivere chiaramente la sua filosofia: “ Cucinare bene e con buoni risultati è facile, ingannare i commensali è un
piacere. Mangiare bene, tanto e spendere poco è possibile: basta utilizzare lattine, barattoli di conserva e surgelati che chiunque può trovare al supermercato,
maneggiarli con astuzia e con un paio di trucchi e ottenere così dei piatti che sembrano elaboratissimi – sia nel tempo di preparazione che nel denaro investito – e che invece
sono tutto il contrario”, senza risparmiare critiche a “certi” colleghi, definiti “ noiosi, petulanti e pretenziosi che credono che la cucina sia un affare per
pochi eletti”.

Così, dal suo ricettario spunta fuori lo spezzatino di mare alla moda di Obama: un barattolo di fagioli bianchi, due lattine di
calamari in salsa americana, un barattolo piccolo di cipolla fritta, aglio, olio peperoncino e sale. O il Foie al tempo della crisi: un medaglione di mousse di anatra in scatola – non
foie gras – un barattolo di salsa di mirtillo. O ancora Rin Ran Falsarius Style, patate precotte, peperoni sott’olio, tonno in scatola, olive, un uovo e condimento da cuocere in padella
e adagiare su fette di pane tostato.

Il distruttore di miti culinari ha ri-elaborato anche la cucina italiana, creando le versioni personali di mostri sacri della tavola
nostrana, come le lasagne o i risotti, ovviamente basate su ingredienti precotti. A riguardo, il cuoco iberico spiega: “Capisco che queste ricette possono suonare come un’eresia
per i tanti puristi della cucina italiana ma credo che il mio metodo potrebbe trovare molti consensi in Italia. Anche voi, come gli spagnoli, avete una vera devozione per gli amici, la
famiglia e i partner e a tutti fa piacere fare la figura del grande chef davanti ai proprio cari”.

E Falsarius piace. E apprezzato come collaboratore di El Pais ed ospite di trasmissioni radiofoniche; il suo blog (https://cocinaparaimpostores.blogspot.com/) riceve numerose visite ogni giorno, mentre il suo
libro, Cucina per impostori, è un best-seller che ha già generato un seguito.

Con buona pace dei gastronomi più intransigenti e grande gioia dei consumatori comuni.

 

Matteo Clerici per Newsfood.com

 

 

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