L'inquinamento è di casa
18 Aprile 2008
Vaporizzatori, spray, diffusori elettrici, bastoncini d’incenso e candele profumate, sarebbero colpevoli di emettere sostanze pericolose per la salute dell’uomo, addirittura cancerogene, e le
insidie della casa si moltiplicano se in una stanza si sommano altri fattori inquinanti, come la presenza di più fumatori o le vernici usate per ridipingere una parete o ancora adesivi,
collanti, prodotti per la pulizia e tappezzerie.
«Il problema della qualità dell’aria negli ambienti interni», spiega Carla Iacobelli, dell’Istituto sull’inquinamento atmosferico (Iia) del Cnr, «fino a poco tempo fa
trascurato, ha recentemente assunto importanza, considerato che le persone trascorrono in media oltre il 90 per cento del loro tempo in ambienti chiusi e che ai contaminanti che arrivano con
l’aria esterna si aggiungono quelli prodotti negli stessi ambienti confinati».
Nella recente pubblicazione «Fattori di inquinamento ambientale. I composti volatili organici (VOCs)», edita dal Cnr, Carla Iacobelli, insieme a Gabriella Liberati, Antonello
Ottaviani e Lucia Paciucci, prende in esame – con uno stile fruibile e accessibile anche ai non addetti ai lavori, grazie anche a un corredo di schede per ogni prodotto contenente le
caratteristiche più significative delle sostanze, un glossario e i riferimenti legislativi – queste sostanze che, non immediatamente percepibili, sono contenute in prodotti di largo
consumo e di diffuso utilizzo. «La formaldeide, ad esempio», precisa la ricercatrice, «è ampiamente diffusa negli appartamenti. Viene utilizzata, infatti, per la
realizzazione di prodotti edili, di arredamento e in numerosi altri oggetti di uso domestico».
E’ un gas incolore con un odore pungente, è presente in colle e adesivi e se ne può riscontrare l’emissione in prodotti quali truciolati, nobilitati, compensati (usati per la
costruzione di armadi, cucine, tavoli, mensole, ecc).
«I deodoranti per l’aria (gli spray che si attaccano alle prese o che si usano nelle auto)», continua la ricercatrice, «non rinfrescano affatto l’aria: la loro azione
principale è mascherare un odore con un altro. Da un’indagine chimica su questo tipo di prodotti è risultata la presenza di paradiclorobenzolo ed etanolo. In particolare, gli
emanatori aromatizzati al limone, contengono una sostanza gassosa, il limonene, che reagendo con l’ozono forma microscopiche particelle facilmente inalabili e probabilmente tossiche».
I VOCs in forma di solventi che evaporano molto rapidamente, sviluppando odori caratteristici, sono presenti anche in evidenziatori e pennarelli e nei cosmetici. In un singolo prodotto finale
sono state trovate alcune centinaia di elementi chimici diversi, e sono circa 4.000 quelli utilizzati per realizzare profumi e dopobarba. «Pur non essendo nel complesso una fonte di
inquinamento ambientale», sostiene la ricercatrice dell’Iia-Cnr, «possono costituire un rischio se non usati opportunamente, poiché alcune sostanze possono essere assorbite
per via cutanea. I solventi per gli smalti delle unghie sono prodotti infiammabili e fanno parte dei composti organici volatili. L’acetone, poi, è usato anche per le vernici di finitura
nei mobili e nelle plastiche».
Anche gli insetticidi e i prodotti antitarme che eliminano o allontanano gli insetti e i parassiti dalla casa, sebbene validi per l’igiene domestica, possono essere tossici se non usati
adeguatamente. Così pure tappezzerie, drappi, vestiti, coperte e piumoni trattati a secco nelle lavanderie possono nascondere pericoli per la salute: i detergenti usati per rimuovere
macchie di grasso e olio vengono rilasciati in un momento successivo. «E’ quindi buona norma», raccomanda l’esperta, 4tenere i tessuti e gli indumenti all’aria per eliminare o
diminuire l’inquinamento negli ambienti confinati».
«Sebbene siano presenti solo in tracce, le sostanze a volte», conclude Carla Iacobelli, «possono comunque comportare conseguenze negative per la salute, dovute sia al molto
tempo che si trascorre nei luoghi chiusi sia alla sovrapposizione di più composti».




