L'esperienza della mediazione al servizio degli enti locali

Firenze – Mettere al servizio degli enti locali l’esperienza di mediazione maturata in questi anni dall’ufficio del giudice di pace di Firenze, come strumento per prevenire e
risolvere i conflitti e le tensioni delle nostre città, ma anche per affrontare problematiche, per esempio nei rapporti tra polizie municipali e cittadini, che potrebbero trovare
soluzioni alternative e più ampie rispetto alle tradizionali sanzioni.

È questo uno degli obiettivi che si è proposto il governo regionale nell’ambito delle sue politiche per la sicurezza urbana, tanto che proprio in queste settimane sta finendo di
predisporre la prima bozza di legge sul degrado urbano, un testo che tra la sua novità accoglie anche quella degli «uffici per la mediazione». Intanto il primo passaggio
concreto di questo percorso è il protocollo di intesa che oggi è stato firmato dalla Regione Toscana, rappresentata dalla vicepresidenza, dal giudice di pace di Firenze e
dall’Università degli studi di Firenze.

L’intesa, spiega il vicepresidente, consentirà di promuovere congiuntamente un’attività di ricerca e riflessione sulle attività di mediazione quale metodo di gestione e
soluzione dei conflitti, finalizzato al rafforzamento del senso di sicurezza collettivo. Questo a partire proprio dalla esperienza maturata dal giudice di pace di Firenze presso cui è
operativo un ufficio per la mediazione tra le parti per i procedimenti penali di competenza. Ma c’è anche un’esperienza più ampia di mediazione sociale, che riguarda tante
situazioni che riguardano la nostra vita cittadina, dalle liti condominiali ai problemi di circolazione stradale, fino a tante difficoltà che possono caratterizzare le relazioni con
altre culture. La strada della mediazione, spiega ancora il vicepresidente, punta a individuare soluzioni diverse, rispetto al percorso solo sanzionatorio, innanzitutto assicurando una
possibilità di dialogo tra le parti che dia a tutti la possibilità di spiegare le sue ragioni. Tutto questo nella consapevolezza che la multa o comunque una condanna in sede
giudiziaria spesso e volentieri non risolve il problema, ma a volte può perfino acuirlo. E che alla fine il malessere cittadino potrà accrescersi e sfociare in situazioni di
minore sicurezza complessiva.
Molte delle questioni che potrebbero essere oggetto di mediazione, tra l’altro, riguardano situazioni che possono contribuire a un maggiore o minore degrado urbano.

Ed è su questo terreno che il governo regionale ha predisposto una sua bozza di legge, che consentirà di affrontare le varie tematiche relative alla sicurezza, alla convivenza
civile e alla vivibilità delle città, alla pubblica quiete e alla tranquillità delle presone. Questo anche con l’obiettivo di individuare in modo omogeneo per tutta la
Toscana i comportamenti rilevanti per le loro conseguenze sul disordine e il degrado, anche se di per sé non necessariamente criminali, e quindi di definire le azioni più
opportune per farvi fronte, nella consapevolezza che le ordinanze dei singoli comuni possono avere una efficacia limitata.

Paolo Ciampi

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