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Legambiente su incidenti Mar Nero

By Redazione

“Il pesante inquinamento del Mar Nero è un’emergenza che riguarda tutti i Paesi del bacino mediterraneo e non solo quelli che si affacciano su quelle acque ormai soffocate dai veleni,
tutti i Paesi del bacino mediterraneo, e dell’Unione europea in particolare, devono prenderne atto e farsi carico, al più presto e a pieno titolo della questione”.

Così Roberto Della Seta, presidente nazionale di Legambiente, commenta gli incidenti accaduti oggi nel Mar Nero: i naufragi di una petroliera, che ha riversato in mare 1.300 tonnellate
di greggio, e di due mercantili russi, rispettivamente carichi di zolfo e di materiali ferrosi.

“E’ un mare chiuso, dal ricambio difficile, – dice il presidente di Legambiente – trasformato da tempo in cloaca dai rifiuti tossici scaricati dai complessi industriali dell’ex Unione
Sovietica, ormai obsoleti e tradizionalmente poco attenti alle questioni ambientali. Per le acque del Mediterraneo rappresenta un vero e proprio cancro: i suoi apporti di metalli pesanti e di
idrocarburi sono tra le principali fonti d’inquinamento del Mare Nostrum. Il Mar Nero ospita inoltre una flotta, particolarmente inaffidabile, da tempo inserita nella black list della Ue, dove
le petrolieri russe sono ai primi posti tra quelle a cui è stato vietato l’accesso nei porti europei”.

“Occorrono norme più severe di quelle in vigore – continua Della Seta – prima fra tutte il riconoscimento a livello internazionale del danno ambientale per gli incidenti con sversamento
di idrocarburi.
“Inoltre, quando si discute di prospettive energetiche, come in questi giorni al WEC, tra gli effetti indesiderati di un ricorso massiccio alle fonti fossili, non va dimenticato il rischio di
contaminazione di risorse vitali come le nostre acque”.

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