Le api asfissiano le loro vittime

Ad aggredire e uccidere i loro nemici non vanno certo per il sottile. Li ricoprono in gran numero e vi rimangono su di essi fino a soffocarli, così si comportano le api di Cipro per
difendersi dalle vespe molto aggressive presenti sull’isola, è quanto emerge da una ricerca pubblicata su Current Biology.

«Questa strategia di lotta non è mai stata osservata in alcun insetto e forse non è utilizzata neppure da altri animali più grandi», ha detto Gerard Arnold del
National Center of Scientific Research francese, esperto mondiale nello studio delle api.

Come tutte le api anche le Apis mellifera cipria, questo il nome scientifico delle api di Cipro possiedono il pungiglione per difendersi dai nemici. Tuttavia la loro antagonista di sempre, la
vespa orientale, è protetta da simili attacchi da una corazza che ricopre quasi interamente il corpo. «Le vespe predatrici sono solite attaccare le colonie di api in massa, verso
la metà dell’autunno», ha spiegato Alexandros Papachristoforou dell’Università Aristotele di Thessaloniki, Grecia e autore della ricerca. Queste sono tre volte più
grandi delle api e con le loro mandibole possono staccare la testa di una di loro con un solo morso. Solitamente uccidono le api più grosse per nutrirsi poi delle larve. Ogni anno questi
attacchi alle api causano la perdita di almeno un terzo delle loro colonie.

Per difendersi da ciò, ricerche precedenti sulle api avevano scoperto l’esistenza di un altro sistema di difesa: centinaia di api, infatti, avvolgevano il nemico fino a farlo morire
facendogli salire la temperatura interna, una strategia chiamata «thermo-balling». Ma con il tempo la vespa orientale è divenuta via via resistente a questo tipo di attacco,
grazie anche al fatto che si è dovuta adattare al clima sempre più caldo e asciutto dell’isola. Con il thermo-balling le api facevano salire la temperatura interna delle vespe
fino a raggiungere i 44°C, ma queste ultime oggi possono resistere anche a 50°C e più.

Per questo motivo le api hanno dovuto adottare una nuova tecnica, che oggi è in grado di far morire le vespe per asfissia. Una tecnica che ora gli scienziati chiamano
«asphyxia-balling». Le vespe normalmente respirano attraverso piccole aperture che si trovano sui loro fianchi chiamati spiracoli, ricoperti da una sorta di scheletro protettivo.
Nei loro esperimenti i ricercatori hanno osservato che il peso delle api fa uscire dagli spiracoli le interiora delle vespe impedendo così di respirare. La prova dell’assassinio per
soffocamento è stata ottenuta, forse un po’ cinicamente, rinforzando lo scheletro esterno delle vespe. Attaccate dalle api queste sono morte in due ore anziché una.

Sottolinea Arnold: «Le api non finiscono mai di stupirci. Pochi animali come loro, infatti, se sottoposti a condizioni di stress sono in grado di mutare strategie per la sopravvivenza in
poco tempo. In questo caso, accortosi che le vespe non morivano più per aumento della temperatura interna hanno cercato un loro secondo tallone d’Achille e l’hanno trovato nella
respirazione».

Luigi Bignami
(18 settembre 2007)

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