Latte: ALP e LIAG Maestri della bufala

Milano – «Tra vacche nutrici e latte bovino, qualcuno è riuscito nel miracolo di partorire le bufala del secolo, quelle riferite oggi dai Cobas del latte e dall’avvocato
Taormina, in materia di contributi destinati al comparto zootecnico, sono comunicazioni prive di qualsiasi attendibilità, i dati riportati sono stati del tutto indebitamente ‘costruiti’,
senza conoscere le regole di erogazione dei premi e confrontando in modo sbagliato le informazioni».

E’ quanto si legge in un Nota diffusa da Regione Lombardia in merito alla conferenza stampa tenuta oggi a Milano da Apl (Associazione Produttori Latte della Pianura Padana) e Liag (Federazione
Italiana Liberi Imprenditori Agricoli).

«Per quanto riguarda il rispetto delle regole – prosegue la Nota – Regione Lombardia ha sempre lavorato, nel settore dell’Agricoltura e più in generale in ogni altro tipo di
attività, al fianco delle Procure, della Magistratura, della Corte dei Conti e delle Forze dell’Ordine per affermare la legalità, per esempio contribuendo spesso in maniera
importante a individuare coloro i quali contravvenivano al rispetto della normativa vigente, esponendosi alle multe sulle quote latte previste dalla legge».

«Regione Lombardia – aggiunge la Nota – esclude categoricamente che dalle proprie casse, attraverso l’Organismo Pagatore Regionale, sia stato possibile destinare un solo euro a chi non
avesse titolo. Figuriamoci la mirabolante cifra di milioni o miliardi di euro azzardata dai sullodati. Tutti i premi, infatti, vengono richiesti e sono pagati ai beneficiari dopo avere
effettuato le verifiche di ammissibilità».
«Tutte le aziende – continua la Nota – che percepiscono contributi regionali ricevono gli importi dovuti solo ed esclusivamente su conti correnti intestati e «tracciati». Ogni
modifica del conto corrente può essere comunicato all’Organismo Pagatore dal titolare dello stesso. Non è possibile effettuare pagamenti in altro genere: né con assegni
circolari, né con contanti, né tanto meno con altre forme di transazione».
«A tutto ciò va aggiunto – conclude la Nota – che il sistema dei pagamenti dell’Organismo Pagatore Regionale è stato certificato dalla Commissione Europea e dal Ministero
delle Politiche Agricole».

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