Laterza (ANARB) elenca i successi della Razza Bruna dalle performance produttive al salto dei prodotti «Disolabruna»

 

«Gli allevatori di razza Bruna in Svizzera e Germania – dichiara il presidente Pietro Laterza – stanno valutando l’ipotesi di ispirarsi al nostro esempio, per costituire dei
consorzi «disolabruna» anche nei loro Paesi. A conferma che la nostra associazione brilla in Europa per dinamicità e lungimiranza». E alla Fiera agricola
zootecnica italiana di Montichiari verrà presentata una novità assoluta, targata Anarb, in campo caseario: il brevetto internazionale «test kappa».

Da poco nominato anche al vertice dell’associazione europea della razza Bruna, Pietro Laterza traccia un bilancio distante dai toni depressi che caratterizzano il settore lattiero
caseario a livello internazionale. «Certo, la situazione di mercato è piuttosto complessa e credo che l’aumento della produzione europea di latte abbia influito ad
aggravare i bilanci degli allevatori – dichiara Laterza. È stato un grave errore, che stiamo scontando con prezzi sempre più in frenata».

A livello italiano, Laterza guarda con preoccupazione gli sviluppi del decreto sul latte, pubblicato proprio ieri sulla Gazzetta Ufficiale. «Se non verranno posti dei correttivi
per l’assegnazione di quote – sostiene – ispirandosi all’impianto normativo della legge 119, si corre il rischio che un provvedimento positivo, che ha tutte le premesse per
chiudere definitivamente una vicenda che per il nostro Paese è stata complicata, controversa e onerosa, si trasformi in un colpo di spugna. Con l’ulteriore aggravio di
disparità di trattamento e di umiliazione per gli allevatori che hanno sempre rispettato le regole e investito ingenti risorse per la produzione. Ma ulteriori commenti li riservo
per quando avrò preso conoscenza in maniera più approfondita del decreto ministeriale».

Resta, come detto in premessa, un certo ottimismo. «In parte perché la Fiera agricola zootecnica di Montichiari è alle porte – rivela Laterza – ed è
senz’altro un appuntamento di primo piano per la razza Bruna, che anche per quest’anno ha organizzato la rassegna nazionale. E poi per i progetti che la nostra associazione
sta portando avanti con risultati senza dubbio positivi».

Proprio a Montichiari verrà presentata una novità assoluta, targata Anarb, in campo caseario: il brevetto internazionale «test kappa». «Si tratta di un
nuovo test per determinare, a costi contenuti, la quantità di k-caseina di tipo B sia in campioni di latte individuale che di massa, ottenendo risultati accurati in tempi brevi.
Si tratta di analisi utili sia per l’allevatore che per i trasformatori, i quali possono così determinare in anticipo la resa del latte nella produzione di formaggi».

Una ventata di ottimismo arriva, per l’Anarb, anche sul fronte del marchio «disolabruna». Costituito nel marzo del 2005, i numeri del consorzio sono più che
raddoppiati. I soci sono passati da 10 a 19, con un aumento dei quintali di latte lavorati in prodotti «disolabruna» pari al 128. Ampliata anche la gamma dei prodotti a
marchio, passati da 22 a 50. Inoltre, Dal 2008 il marchio «disolabruna» può essere esteso anche al latte conferito ai caseifici.

«Su questo fronte – prosegue Laterza – possiamo dirci soddisfatti anche per un altro aspetto, a livello questa volta internazionale. Gli allevatori di razza Bruna in Svizzera e
Germania stanno infatti valutando l’ipotesi di ispirarsi al nostro esempio, per costituire dei consorzi «disolabruna» anche nei loro Paesi. A conferma che la nostra
associazione brilla in Europa per dinamicità e lungimiranza».

A Montichiari, per la mostra nazionale, sono previsti 240 capi provenienti da Bari, Belluno, Bergamo, Brescia, Como, Lecco, Genova, Mantova, Novara, Verbania, Padova, Parma, Reggio
Emilia, Sondrio, Taranto, Treviso, Trento, Verona e Vicenza.

«Animali di altissimo livello – commenta il numero uno di Anarb – che rispecchiano il trend positivo sul versante di morfologia, produttività e genetica in costante
miglioramento. Attitudini che, è bene sottolinearlo, si affiancano all’importante ruolo «socio-economico» degli allevamenti di Bruna, che si adattano anche alle
aree svantaggiate, mantenendo vivo l’allevamento anche dove altrimenti sarebbe a rischio di estinzione».

A conferma di questa evoluzione verso l’alto della Bruna, possono essere citati alcuni dati. Le produzioni medie nazionali per capo sono passate dai 5.703 chilogrammi di latte, al
3,39% di proteine e al 3,88% di grasso del 1997 a 6.958 chilogrammi di latte, al 3,48% di proteine e al 3,96% di grasso. Addirittura i migliori 20 allevamenti in Italia raggiungono una
produzione (anno 2007) pari a 10.605 kg di latte con il 3,71% di proteine e il 4,03% per il grasso.

In alto anche la resa casearia, che ha registrato, fra il 1997 e il 2007, per l’allele B della k-caseina nel latte di Bruna, una crescita del 10% (dal 56% al 67 per cento).

Exploit anche per l’export, con il numero delle dosi di seme esportate passato da 35.263 (anno 1997) a 125.261 (anno 2007).

 

Leggi Anche
Scrivi un commento