L'Assemblea dei 256 produttori del Brunello assume importanti decisioni

Brillante andamento delle vendite dell’«annata 2003», tutela della denominazione «Brunello di Montalcino» in 59 Paesi tra cui l’Australia, aggiornamento sulle procedure
legali verso alcuni casi di contraffazione estera.

E ancora – in merito alla recente apertura d’indagine della Magistratura – approvazione di un Comitato Strategico, annuncio della nomina di Paolo Capretti a Responsabile dell’Area Controlli del
Consorzio, piena conferma del «Disciplinare», risposte alla richiesta di informazione dell’ATTB per la distribuzione del prodotto sul mercato Usa.

Nuova assemblea convocata per il 30 maggio con presentazione e discussione di proposte dei soci atte ad assicurare l’adempimento del «Disciplinare» di produzione.

Queste in sintesi, i principali argomenti affrontati e le decisioni intraprese dall’Assemblea dei produttori del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino, riunitasi oggi nella cittadina
toscana Più in particolare, l’assemblea ha preso atto dei volumi di produzione dell’annata 2003, stimati in circa 7,5 milioni di bottiglie, comprensive delle denominazioni
«Riserve».

Al riguardo, il «sold out» al 30 aprile 2008, è stimato in oltre 4.480.000 bottiglie vendute, rispetto alle 2.510.000 del 2007 (riferimento annata 2002) con un incremento del
78,5% per numero di pezzi e del 13,2% sul totale/anno di produzione.

Con ciò dimostrando il costante e crescente successo di vendite del Brunello di Montalcino, indipendentemente dai recenti eventi che hanno riguardato l’indagine giudiziaria relativa ad
alcuni produttori.

Al fine di una più attenta valutazione, va tuttavia evidenziato che il significativo incremento delle vendite ( 78,5%) è in parte dovuto alla crescente richiesta del prodotto
«Brunello» sui mercati domestici e internazionale, ma in parte dovuto anche alla constatazione che l’annata 2002 fu particolarmente contenuta in termini produttivi (4.900.000
bottiglie totali, rispetto alle 6.500.000 a oggi messe in distribuzione).

Nel corso dell’assemblea il Consiglio ha inoltre comunicato che, nell’ottica di una sempre maggiore tutela della denominazione del prodotto, il marchio d’impresa «Brunello di
Montalcino» è stato depositato presso 59 paesi nel mondo.

Tra questi l’Australia, continente con il quale vi sono state storiche difficoltà burocratiche nella procedura di registrazione marchi.

Sui temi più contingenti, parlando ai produttori riuniti in Assemblea, il Presidente Francesco Marone Cinzano – che ha peraltro rimesso e riottenuto con l’intero Consiglio, la
«fiducia» sul proprio operato – ha affermato come «si debba recepire in toto lo spirito della direttiva europea che indica le stesse associazioni di produttori quali organismi
di autogoverno e controllo delle proprie produzioni. In pratica – ha aggiunto Marone Cinzano – dobbiamo assumerci la responsabilità della nostra denominazione D.O.C.G. e garantire al
mondo intero e alla prestigiosa clientela che ci apprezza, la qualità ed il controllo del prodotto che esce dalle nostre cantine».

In questo quadro, l’assemblea ha nuovamente confermato il pieno rispetto del «Disciplinare».

Successivamente è stata approvata la creazione di un «Comitato Strategico», nonché è stata annunciata la nomina del Prof. Paolo Capretti, ex Capo
dell’Ispettorato di Firenze per il controllo della qualità dei prodotti agroalimentari e Docente di legislazione vinicola presso l’Università di Pisa, nel ruolo di responsabile
dell’area dei controlli del Consorzio.

In tale mansione, Capretti, non dovrà solo gestire i controlli imposti dalla legge italiana ma anche dotare il Consorzio di tutti gli strumenti, professionali e tecnici, necessari a
certificare ulteriormente i prodotti e a tutelare il marchio e l’immagine del Brunello di Montalcino.

In merito alle indagini della procura di Siena, il Consorzio ribadisce che non intende sostituirsi alla magistratura fino alla eventuale conclusione della vicenda giudiziaria.

In riferimento alla specifica richiesta di informazione dell’ATTB – Ufficio per il Commercio e la Tassazione di Alcol e Tabacco americano – circa la distribuzione dell’annata 2003 sui mercati
Usa, dall’assemblea è emerso come il Consorzio si stia confrontando in coordinamento con il Ministero delle Politiche Agricole e l’Ambasciata italiana a Washington, consapevole di
trovare a breve, una soluzione che garantisca l’esigenza di tutela dell’Ente americano e al tempo stesso non crei ingiustificati danni economici al territorio di Montalcino.

I termini del chiarimento sono relativi alle dichiarazioni comprovanti la presenza di uva Sangiovese in purezza, nel Brunello.

Infine, è stato presentato e chiarito ai produttori l’esistenza sul mercato di un mezzo analitico utilizzabile per rispondere alla esigenza di conferma del rispetto del
«Disciplinare» sarebbe quello cosiddetto del «profilo antocianico», metodo di analisi riconosciuto dai paesi dell’Unione Europea, codificato ed approvato dall’OIV
(Organisation International du Vin) a cui appartiene anche l’Italia.

Fino ad oggi il metodo non è stato utilizzato in Italia, seppur disponibile ed a costi molto contenuti (circa Euro 45 a campione).

Infine, va ricordato che è stata deliberata la convocazione di una nuova assemblea fissata per il prossimo 30 maggio con all’ordine del giorno, tra gli altri punti, la presentazione e
discussione di proposte dei soci atte ad assicurare l’adempimento del «Disciplinare» di produzione.

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