L’ambasciata nipponica contro il body sushi: “Non c’è relazione con la tradizione e la cultura giapponese”
31 Luglio 2012
Di recente, il mondo dell’alimentare ha accolto l’offerta del Ristorante
Yoshi, di Roma. Punto di forza del locale, il body sushi: una modella (praticamente) nuda, distesa su un tavolo e ricoperta da pezzi di pesce e riso.
Nonostante le regole rigorose (igiene garantita e vietato toccare la donna), la pratica mantiene quel tanto di trasgressione da renderla interessante per occasioni speciali.
Tutto questo non sembra convincere l’ambasciata giapponese in Italia: con una lettera, i diplomatici hanno attaccato l’idea che tale pratica venga dal loro Paese.
Infatti, il testo è chiaro: “E’ stata divulgata a fini commerciali la leggenda metropolitana che servire pietanze di sushi o sashimi sul corpo di donne nude rientri nella cultura giapponese e tale convinzione è tuttora diffusa in alcuni Paesi esteri. Tuttavia non c’è assolutamente alcuna relazione con la tradizione e la cultura giapponesi. I comuni cittadini dotati di buon senso non hanno mai assistito a queste modalità di presentazione delle pietanze”.
La chiusura, poi, è particolarmente incisiva: “Qualora ci fossero in Giappone persone che influenzate dalle suddette leggende metropolitane diffuse all’estero si dedicassero a tali attività verrebbero tacciate di deviare dal senso comune e le autorità sanitarie e di polizia competenti chiederebbero conto di tali comportamenti”.
Non manca il ramoscello d’ulivo: la lettera offre la “Massima collaborazione” dell’ambasciata, sopratutto per quei media che desiderano “
A queste critiche risponde Angela Li, direttrice del Ristorante Yoshi, di via Ostiense 64. La donna non ha problemi ad ammettere che il ristorante come l’altro locale, il Kuriya di via Arenula, siano della Yoshi srl, il cui socio principale è di Honk Kong.
Riguardo alla critica dell’ambasciata giapponese, la signora Li non si scompone: “Vuol dire che ritoccheremo qualche parola sul body sushi nella pagina internet…Giappone preoccupato? Ci dispiace tanto ma fare sushi non è un problema di stato”.
Infine, la direttrice dice la sua sulla parternità del naked sushy: è un fenomeno “fusion”, mix di varie culture: “Andate a New York. Lì troverete molta fusion, lì
è tutto mischiato…”.
Matteo Clerici




