La Toscana “Capitale” Nazionale della filiera corta

Pisa – La Toscana, dove si concentra il 15% delle imprese che, in Italia, hanno scelto di accorciare la filiera, rivolgendosi al consumatore, svetta in testa alla classifica della
vendita diretta; a far guadagnare l’oscar nazionale alla regione ci sono le 5000 aziende censite dall’Osservatorio Nazionale Coldiretti che si sono attrezzate per tagliare le intermediazioni.
Di queste, raccontano ancora i dati raccolti da Coldiretti, il 75% propone i prodotti in un locale aziendale, il 7.5 per cento ha allestito un punto vendita, il 5.5 invece ha deciso di
approdare con un punto vendita in città. Buona è anche la percentuale degli imprenditori (oltre il 12%) che utilizza, come canali, mercati e fiere, mentre è ancora basso ma
sta crescendo (0.6%) il numero degli imprenditori che consegna a domicilio la spesa.

“La Toscana è una regione privilegiata – ha detto Stefano Masini, che per Coldiretti nazionale si occupa di filiera corta -. La sua grande capacità di attrazione ne fa una meta
turistica assai gettonata: qui, più che altrove, territorio, ambiente e prodotti costituiscono un tutt’uno che ha favorito lo sviluppo della vendita diretta. Lo dimostrano le numerose
aziende che hanno saputo cogliere l’occasione, attrezzandosi. Adesso occorre proseguire in questa direzione, anche con l’ausilio delle amministrazioni pubbliche – ha aggiunto Masini -, in
particolare con il sostegno dei comuni che devono individuare le piazze cittadine dove localizzare i “mercati della terra”, quelle farmer markets sempre più ricercate dai consumatori,
che diventano un elemento di arricchimento del territorio, uno strumento di sviluppo economico di qualità, il riconoscimento del valore culturale, di tradizioni e competenze di un’area”.

Paola Saviotti

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