La ricetta del Dott. Romano Prodi: i mutui si curano così

La  ricetta del Dott. Romano Prodi: i mutui si curano così

“Mutui, Prodi ha la ricetta” – QN Il Giorno, Il Resto del Carlino, La Nazione ed. del 16 luglio 2016 – Achille Colombo Clerici

L’ Europa intima alle Banche italiane di cedere i propri crediti in sofferenza.

Fra questi, e per un ammontare complessivo di 34 miliardi, circa 250mila riguardano mutui  per l’acquisto-casa; per cui altrettante famiglie si vedrebbero costrette ad appianare in tempi rapidi la morosita’ o a vedersela con i cessionari di tali crediti; quei fondi che fanno della riscossione celere la ragione del loro profitto.

Romano Prodi ha proposto la costituzione di fondi pubblici o misti, con il compito di acquisire, dalle famiglie debitrici verso le banche, i loro immobili, lasciandole nel relativo godimento a titolo di locazione ed a canoni molto bassi, magari corrispondendo alle banche stesse una “liquidazione” piu’ congrua di quella offerta dai fondi specializzati, cessionari dei crediti. Si risolverebbero in un sol colpo due problemi; quello delle famiglie che rischiano di restare senza casa e quello delle banche che rischiano di dover cedere i crediti deteriorati a prezzi fallimentari.

Condividiamo questa proposta di Romano Prodi, essendo da sempre fautori  dell’idea di potenziare l’edilizia residenziale pubblica, il cui ruolo non puo’ esser surrogato dal privato, ne’ da forme ibride di intervento compartecipato dal privato, essendo queste di limitatissima portata. A ciascuno il suo ruolo. La proposta, a ben vedere, si configura come un vero e proprio piano di edilizia popolare, in cui, invece della costruzione diretta o dell’acquisto in blocco dell’immobile da parte del “fondo” pubblico, abbiamo un acquisto da una molteplicita’ di soggetti.

Se tale acquisto, come immaginiamo, va fatto compensando, oltre che le banche, anche le famiglie venditrici, fino a concorrenza del valore degli immobili ceduti, temiamo che il piano non sia remunerativo a livello economico e riteniamo quindi vada sovvenzionato a carico dell’ente pubblico.

E, se non vogliamo finanziare i soggetti che gia’ operano in questo campo e che ben potrebbero assolvere al compito, costituiamo pure dei nuovi fondi allo scopo, dotandoli dell’adeguato finanziamento, considerando che questo andra’ rapportato, in qualche misura, anche al valore della acquisenda massa immobiliare e non solo alla copertura del credito bancario.

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