La RAI a Milano: primo passo necessario alla ripresa del Paese

La RAI a Milano: primo passo necessario alla ripresa del Paese

La RAI a Milano: primo passo necessario alla ripresa del Paese. Dichiarazione di Achille Colombo Clerici

Data: 6 giugno 2021

La RAI a Milano: primo passo necessario alla ripresa del Paese.

di Achille Colombo Clerici

“L’Italia riparte, il motore è lombardo” titola in prima pagina Il SOLE 24 ORE di domenica 6 giugno 2021.

E infatti. Da tutti è riconosciuto che Milano e la sua regione costituiscono, con riferimento alla situazione italiana, il più forte fattore di legame con l’Europa progredita; fattore che l’Italia ha interesse a rafforzare. Solo una efficiente rete infrastrutturale di servizi pubblici, infatti, (soprattutto nel settore della mobilità delle persone, delle merci e delle informazioni; nei settori della ricerca e dei servizi alle imprese, nel settore dell’offerta culturale e sociale alle persone) può assicurare adeguate risposte alle necessità di sviluppo del Paese.

Un segnale positivo è giunto con il progetto della nuova sede Rai di Milano che prevede, entro il 2025, l’abbandono degli studi di via Mecenate, una rivisitazione della sede di corso Sempione, e soprattutto un nuovo Centro di produzione nell’area del Portello, ex polo fieristico milanese. Non è una rivoluzione. Lo ha rilevato anche Letizia Moratti, già presidente Rai: “Così come la Rai ha il centro di produzione a Torino, specializzato nell’innovazione tecnologica, così come ha il centro di produzione a Napoli specializzato nella scenografia, è giusto che abbia un polo a Milano”.

Mi auguro non si tratti di un atto episodico, ma l’inizio di una inversione di tendenza rispetto ad una situazione non razionale.  Cito due casi emblematici. Milano è la capitale finanziaria italiana, ma, ai fini dell’efficienza del sistema, non può contare su alcune precondizioni, tra le quali il trasferimento da Roma di Consob finalizzata alla tutela degli investitori, all’efficienza, alla trasparenza e allo sviluppo del mercato mobiliare italiano. Questa considerazione vale anche per alcune funzioni svolte dalla Banca d’Italia in tema di vigilanza su banche e intermediari finanziari e di controllo in materia di antiriciclaggio. Ebbene, il coordinamento della vigilanza dovrebbe aver sede a Milano, anche ai fini di una maggior efficienza. Teniamo presente che Bankitalia e Consob hanno già proprie filiali nel capoluogo lombardo, ma con funzioni ridotte.

Il ruolo di “Roma capitale”, in virtù di una investitura derivante dalla rappresentatività sul piano storico, grazie alle disponibilità finanziarie pubbliche, previste da una legislazione speciale ed a carico dei contribuenti italiani, è anche quello di aiutare e favorire la crescita delle altre città, come rappresentante e responsabile dei loro interessi e garante delle loro prerogative e dei loro valori.

Non quello di fagocitare, monopolizzandole, attività e funzioni anche a scapito degli interessi del Paese.  Della riserva di caccia romana rappresentata dalla ex Alitalia (azienda che potrebbe diventare strategica ai fini del rilancio del turismo internazionale) e di tutto il parastato a Milano non si parla mai. Sarebbe ora di cominciare a rifletterci sopra.

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