La pensione superstiti spetta ai figli disabili che lavorano

 

I figli maggiorenni inabili che hanno diritto alla pensione ai superstiti e che svolgono attivita’ lavorativa mantengono il diritto alla pensione purche’ la loro attivita’ non superi le
25 ore settimanali, abbia finalita” terapeutica e si svolga presso laboratori protetti, cooperative sociali o presso datori di lavoro che hanno stipulato le convenzioni previste dalla
legge e che assumono i disabili con contratti di formazione lavoro, contratti di apprendistato, con convenzioni di integrazione lavorativa o con le agevolazioni previste per le assunzioni
di disoccupati di lunga durata. La ragione di questa disposizione, che fa venire meno, a partire dai decessi avvenuti dopo il 31 dicembre 2007, l’incompatibilita’ tra il diritto alla
pensione ai superstiti e l’attivita’ lavorativa svolta dai figli disabili, va ricercata nella finalita’ terapeutica e di integrazione sociale perseguita dal lavoro svolto dagli
interessati presso le strutture e i datori di lavoro indicati espressamente dalla legge.
   Lo chiarisce una circolare dell’INPS che illustra le recenti modifiche normative e fornisce chiarimenti per la loro pratica attuazione in rapporto alle disposizioni generali
per il diritto alla pensione ai superstiti.
   In linea generale la legge prevede che i figli maggiorenni inabili hanno diritto alla pensione a condizione che fossero a carico del defunto al momento della morte: cio’ vuol
dire che il figlio deve essere in una condizione di non autosufficienza economica in relazione alle sue esigenze e che doveva essere mantenuto dal genitore defunto. Per quanto riguarda il
mantenimento, esso h presunto quando il figlio conviveva con il genitore, mentre, ai fini della verifica della non autosufficienza economica vanno presi in considerazione i redditi del
figlio assoggettati all’IRPEF, con esclusione di quelli esenti, come le pensioni di guerra, le rendite INAIL, ecc.
   Il lavoro svolto dal disabile con le caratteristiche indicate dalla legge non h considerato produttore di reddito e quindi non osta alla conservazione della pensione ai
superstiti purche” l’attivita’ abbia una funzione terapeutica e di integrazione sociale; il requisito va accertato dall’INPS attraverso i suoi Centri medico-legali. In questi casi
infatti il lavoro ha lo scopo non di procurare un guadagno per il mantenimento di se stessi, ma di sviluppare autonomia personale, motoria, di comunicazione.
   La nuova normativa si applica ai decessi avvenuti dopo il 31 dicembre 2007; per i decessi intervenuti la disciplina h applicabile se il rapporto di lavoro con il disabile h
stato instaurato dopo il 30 dicembre 2007.

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