La partita a scacchi della contrattazione

By Redazione

Accordi triennali, penalizzazioni in caso di mancato rispetto delle scadenze, garanzie sul mantenimento del potere d’acquisto dei salari con il contratto nazionale e maggiore diffusione del
secondo livello di contrattazione: sono questi gli elementi principali della proposta di Cgil, Cisl e Uil per la discussione sulla riforma del modello contrattuale del 1993.

Il documento dal titolo ‘Linee di riforma della struttura della contrattazione’ messa a punto dal gruppo di lavoro delle tre organizzazioni è al momento all’esame del gruppo dirigente
della Cgil, non senza alcune prese di posizione di contrarietà ed opposizione.
Ecco in sintesi cosa prevede il documento che sarà discusso con le associazioni datoriali e il prossimo Governo a partire dalla Confindustria nell’incontro già fissato per
lunedì sera.

– CONTRATTO NAZIONALE TRIENNALE: difende il potere d’acquisto sulla base di una «inflazione realisticamente prevedibile». Vengono unificate nel triennio la parte
economica e normativa (adesso è biennale la parte economica e quadriennale quella normativa) e prevista una penalizzazione in caso di mancato rispetto delle scadenze. Le trattative
dovranno iniziare sei mesi prima della scadenza del contratto.

– RIDUZIONE NUMERO CONTRATTI: il documento chiede una «verifica» sulle aree di copertura dei contratti nazionali (adesso 400) prevedendo una razionalizzazione e
l’accorpamento di accordi analoghi.

– RAFFORZARE SECONDO LIVELLO: Cgil, Cisl e Uil chiedono un sostegno alla diffusione qualitativa e quantitativa del secondo livello di contrattazione, sia per via contrattuale
che di incentivazione legislativa (per esempio attraverso la decontribuzione degli aumenti senza che questo preveda una penalizzazione per quanto riguarda l’incidenza sul calcolo della
pensione). I sindacati chiedono di affermare «per via pattizia» l’effettività e la piena agibilità del secondo livello prevedendo in termini di alternatività la
sede aziendale o territoriale. Questo secondo livello sarà legato a parametri di produttività, qualità e redditività.

– GARANZIE SU PREZZI E TARIFFE: la tutela e il miglioramento del reddito dei lavoratori vanno perseguiti, secondo i sindacati, oltre che attraverso il contratto anche con un
sistema di prezzi e tariffe «trasparente, socialmente compatibile, in grado di frenare la ripresa dell’inflazione» ma anche con un sistema fiscale equo che «preveda una forte
riduzione della pressione fiscale sulle retribuzioni dei lavoratori dipendenti e delle pensioni».

Lorenzo Rossi-Doria

Condividi su:

VISITA LO SHOP ONLINE DI NEWSFOOD