La nuova Delta a Fobello, dove nacque il cavalier Lancia?

By Redazione

Vercelli – «Presentare anche a Fobello, attraverso una manifestazione che vedrebbe impegnate la Provincia di Vercelli e la casa automobilistica torinese, la nuova Lancia
Delta significherebbe ricordare degnamente la figura del cavalier Lancia e al tempo stesso valorizzare il legame col territorio.

Un legame che però non deve assolutamente essere interpretato come una difesa di localismi politici e identitari frutto esclusivamente dell’attaccamento conservatore alle radici, ma al
contrario come un percorso virtuoso per costruire un legame tra il mondo dell’imprenditoria automobilistica torinese e uno dei suoi padri fondatori».

Con questo accorato invito il Presidente del Consiglio della Provincia di Vercelli, Pietro Bondetti, ha inviato una lettera alla Fiat Group di Torino per organizzare un evento in ricordo del
cavaliere Vincenzo Lancia, nato a Fobello nel 1881, e fondatore del prestigioso marchio automobilistico. L’iniziativa di Bondetti nasce dall’imminente uscita sul mercato internazionale del
nuovo modello della «Lancia Delta». Auto che verrà presentata al Salone di Ginevra a marzo in anteprima mondiale e che poi approderà anche in Italia.

«Nelle vesti di Presidente del Consiglio della Provincia di Vercelli e di valsesiano provo una profonda emozione nominando la parola «Lancia» – si legge nella lettera –
perché per le nostre terre significa ricordare il nome del fondatore della casa automobilistica. Un uomo che ha dato una svolta all’imprenditoria italiana, che ha portato il nome dei
nostri territori in giro per il mondo e che continua a renderci orgogliosi delle nostre origini».
Vincenzo Lancia fu sempre molto legato al suo paese natio e spesso veniva a Fobello a trascorrere i suoi periodi di riposo. Ristrutturò e ampliò la villa di famiglia, ancora oggi
intatta in località «La Muntà». Numerose furono anche le sue opere come benefattore. A Fobello è possibile visitare, oltre la villa Lancia, anche la tomba di
famiglia in cui Vincenzo Lancia riposa.

«Nell’ottica di una seria e profonda qualificazione territoriale credo che l’iniziativa sia la più adatta per regalare alla nostra Valsesia il ruolo che le compete. Ovvero un ruolo
da protagonista. Scevra da quelle etichette che purtroppo vengono consegnate alla montagna. Non siamo gente di Serie B, come ho già avuto modo più volte di sottolineare, e
un’eccellenza come il cavalier Lancia ne è una prova lapalissiana».

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