La Giornata dell’Ascolto 2009. Terza edizione

La Giornata dell’Ascolto 2009. Terza edizione

Il 24 maggio a Padova sarà “La Giornata dell’Ascolto”. La città vivrà la terza edizione di una proposta che ha già un suo seguito e che è diventata un modello
che altre città italiane stanno studiando per riproporlo sino a giungere, non per scelta politica ma per una spinta che sta maturando localmente, ad una Giornata dell’Ascolto
nazionale.

La “Giornata dell’Ascolto” non è uno dei tanti festival che riempiono la penisola, né una maratona musicale. Quello che coinvolgerà Padova il 24 maggio è l’invito ad
un’azione che sembra naturale, persino ovvia, ma che invece non lo è più: ascoltare. La musica sì, ma anche la parola che l’accompagna o la genera.

Cent’anni fa ascoltare musica era un fatto eccezionale, quasi magico; oggi appare scontato, a volte persino fastidioso. Dipende dal fatto che la musica è molto più disponibile, che
capita di incontrarla involontariamente o addirittura di subirla fino a confonderla con il frastuono, il rumore di fondo quotidiano, così da perdere la distinzione fra ciò che
è prezioso e lo sterile ronzìo.
Eppure l’ascolto può essere appagante, illuminante, purché si svolga in circostanze adeguate, frutto di una scelta o anche di un incontro fortuito.

La Giornata dell’Ascolto offre esattamente questo: esperienze stimolanti e diverse in situazioni adeguate, nel relativo silenzio di una domenica di maggio e nei luoghi di maggior fascino di una
delle più belle città d’Europa.
La ricetta è semplice, non rivoluzionaria ma sufficientemente diversa rispetto ai consueti appuntamenti: consiste nel mettere al centro non tanto ‘la musica’ (le opere, gli interpreti) ma
i processi d’ascolto e gli ascoltatori. La differenza è sottile ma essenziale. Durante la Giornata si offrono ‘oggetti d’ascolto’ – sia nostrani che extraeuropei, sia di tradizione che
appositamente commissionati per l’occasione – oggetti che per la loro natura e per il modo in cui vengono offerti possono essere apprezzati più intensamente e risvegliare un’attenzione
sopita (o vittima di una anestesia che è figlia della continua esposizione ai suoni).

L’invito è a svegliarsi presto, magari all’alba (il sole sorgerà alle 4,43) scoprendo come la città, a quell’ora silenziosa, sia il regno di infiniti canti di uccelli,
creature che accompagnano invisibili il sorgere del sole. Alle 9 entrano invece in azione gli strumenti creati dall’uomo e, in diverse piazze di Padova (e in due quartieri periferici), il Rituale
per il risveglio è affidato al suono potentemente evocativo dell’Alpenhorn, il lungo corno delle vallate tirolesi. Poi la città è invitata a mettersi pigramente in moto con
la colonna sonora del “Rondò da passeggio” No. 2 (una ‘sonorizzazione’ elettroacustica di Piazza delle Erbe), e a seguire con la dinamica esecuzione della “Civica Orchestra di Fiati
Città di Padova”. Al cortile antico del Bo’ si ascolterà e ballerà la tradizione popolare veneta col “Trio Adriatica” e il gruppo di danza “FestaContinua”.

La domenica è anche giornata della spirito ed ecco che, in quattro chiese del Centro, viene proposta la suggestione dell’organo in brevi interventi, da cogliere al volo fra i servizi
liturgici. In Salone, il tempio laico, si renderà omaggio a Giacomo Puccini con la rara esecuzione della Messa di Gloria da parte del Coro del Berthold Gymnasium Freiburg col Coro grande
dell’Università di Padova e la Freiburger Orchestergesellschaft (graditi ospiti dalla nostra città gemella, Friburgo in Brisgovia).

Alla restaurata Sala di Giganti si ascolterà la poesia ed il suono dei madrigali rinascimentali con l’Ensemble vocale veneto mentre all’Orto botanico i miti legati al rapporto fra uomo e
mondo vegetale saranno commemorati in una performance di “Teatro da Giardino” con Lorenza Zambon (e musica).
Seguiranno dal pomeriggio numerose proposte in luoghi di grande suggestione: si va dall’Harmoniemusik al Tempietto del Parco Treves, all’esecuzione in San Francesco di uno dei capolavori della
musica sacra cattolica, il “Vespero delle domeniche” di Francesco Cavalli (prima esecuzione in tempi moderni, a cura del Coro da camera e due cori strumentali del Concentus musicus
patavinus).

Musica antica e classica ma anche suoni di altre tradizioni: nella Sinagoga tedesca Muammer e Deniz Ketencoglu ci faranno conoscere i canti popolari turchi, greci, ed ebraico-sefarditi
provenienti dal crogiolo culturale di Smirne. Al centro Altinate l’incontro fra strumenti d’Oriente e musicisti occidentali del New India Times.
Una tecnologia amica sarà il mezzo per l’esecuzione de Il pesce e il pittore (video-arte in prima esecuzione al Teatro delle Maddalene), come pure delle audizioni in altissima
fedeltà al Miroir de la musique.
Alla Loggia Cornaro, luogo sacro al teatro rinascimentale, si potrà ascoltare (e ci si potrà far ascoltare da) Giuliano Scabia ne Il tremito, lo stupro, la notte e i pastori
erranti.

L’incontro fra le generazioni è previsto ovunque ma in modo speciale per il racconto di Pinocchio nel settecentesco Teatro del Seminario (G. Previati e N. Maragno) e per i 400 giovani
coristi del gruppo Boom Generation a Palazzo Moroni (progetto dell’ufficio scolastico regionale “attività musicali”).
Per chi vuole conoscere diversi volti dell’improvvisazione musicale, un gruppo dedito al contemporaneo ed uno di musica antica ne offriranno due declinazioni in serata alla Sala dei Giganti
(G.R.I.M. – Gruppo di ricerca e improvvisazione musicale e Trio La Dafne).

All’arrivo del buio i Solisti Veneti diretti da Claudio Scimone ricorderanno all’Auditorium Pollini Carlo De Pirro, il celebre compositore scomparso un anno fa (già protagonista in varie
vesti della vita culturale cittadina e della prima Giornata dell’Ascolto), cui è idealmente dedicata questa terza edizione.
A notte fatta, infine, il Sestetto Jazz Perin-Leonard offrirà al pubblico della seconda serata un’anteprima dell’ultima fatica discografica all’Auditorium del Centro Altinate.
Sino al rintocco delle 24 quando calerà il sipario e ad essere protagonisti saranno di nuovo il silenzio e i suoni della notte.

Tutto questo per mescolare i pubblici in esperienze insolite, intorno a generi o formati poco frequentati, correndo il rischio (e godendo la sorpresa) dell’incontro casuale. Perché
l’ascolto possa essere una esperienza felice.
Cosa non si vorrebbe? Un’indigestione di suoni! Semmai il motto della giornata potrebbe essere: “poco, ma con gusto”, in un esercizio di sobrietà! L’anno passato la Giornata ha
entusiasmato per l’atmosfera vibrante e la sensazione di appartenere alla comunità cittadina, ma forse non avevamo spiegato a sufficienza che è importante la qualità
più che la quantità (non tentate allora di sentire tutto: è faticoso e neanche tanto raccomandabile!).

LA GIORNATA DELL’ASCOLTO. Terza edizione.
Padova, 24 maggio 2008
dalle 4,43 alle 24

E’ una proposta dell’Assessorato alle Politiche Culturali e Spettacolo del Comune di Padova, in collaborazione con il Dipartimento di Storia delle arti visive e della musica – Università
di Padova e il Conservatorio di musica “Cesare Pollini”. Ideazione di Sergio Durante. Ingresso libero.

Info:

Assessorato alle Politiche Culturali e Spettacolo
Servizio Manifestazioni e Spettacoli del Comune di Padova
tel. 049.8205609 – 5611 – 5607

(da lunedì a venerdì tra le ore 9.00 e le 13.00)
http://padovacultura.padovanet.it/it

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