La Cooperazione studia l'impatto delle «inchieste» sul vino

«La Cooperazione vitivinicola italiana sta lavorando all’elaborazione di uno studio di impatto per valutare eventuali ripercussioni economiche e di immagine sul flusso delle esportazioni
e delle vendite sul mercato interno ed esaminare eventuali azioni legali a difesa della qualità dei nostri vini».

Lo ha annunciato il presidente del Coordinamento delle Centrali Cooperative Agricole (Fedagri- Confcooperative, Legacoop Agroalimentare, Agci-Agrital e Ascat Unci) Paolo Bruni in occasione
della riunione del Consiglio dei ministri agricoli in corso a Lussemburgo.

«Abbiamo accolto con soddisfazione le dichiarazioni del Commissario Europeo all’Agricoltura, Mariann Fischer Boel – ha aggiunto Bruni – che ha riconosciuto alla nostra viticoltura il
merito di essere sana e controllata, lontana da questi comportamenti che non tardiamo a condannare come criminosi e abbiamo apprezzato sia il lavoro svolto dal Corpo Forestale dello Stato che
ha fatto emergere delle ipotesi di attività illecite di sofisticazione dei vini, sia l’attività del ministro De Castro per la gestione di una situazione che ha rischiato di
compromettere un lungo lavoro di qualificazione della produzione vitivinicola italiana»

«Riteniamo inoltre distorcente e lontana dalla realtà l’informazione resa da quanti hanno fatto intendere che non si possono produrre vini di qualità a prezzi inferiori a 3
euro – ha spiegato il presidente del Coordinamento – in Italia è possibile acquistare e bere vini in bottiglia o brick da 1,5 euro che sono tracciati, dalla vigna alla tavola con
migliaia di controlli».

«L’auspicio è che si intensifichino i controlli e che una volta individuate le responsabilità degli incriminati, ci siano pene severe che restituiscano piena fiducia al
lavoro che quotidianamente svolgono oltre 800 mila produttori onesti».

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