La Belle Epoque è partita alla grande

«Siamo sul doppio delle presenze rispetto a Cavaglieri e a «Le meraviglie della pittura», anche se è ovviamente presto per cantare vittoria», così il
Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio, Antonio Finotti commenta i primi dati che arrivano dalla biglietteria de «La Belle Epoque», la splendida mostra inaugurata lo scorso
10 febbraio a Palazzo Roverella.

Da martedì a domenica, i visitatori sono stati 1.521 di cui 400 sabato e 800 domenica. I biglietti venduto nel corso della prima settimana di «Le meraviglie della pittura»
furono 654 (meno della metà, quindi), con 176 presenze il sabato e 344 la domenica. Lo stesso periodo per la mostra di Cavaglieri fece registrare 698 visitatori, dei quali 161 il sabato
e 391 la domenica.
Certo è troppo presto per trarre certezze sull’andamento della nuova proposta rodigina. Ma è obiettivo il fatto che «La Belle Epoque» stia piacendo molto e che stia
incontrando ampi consensi di critica e di pubblico.

Cesare Bernardi, responsabile della segreteria organizzativa dell’esposizione, giudica il dato molto favorevolmente, analizzando due linee di tendenza che non si discostano molto dalle
dinamiche già registrate dalle precedenti esposizioni. La prima considerazione riguarda il fatto che le mostre di Rovigo sono soprattutto «mostre da fine settimana», ovvero
proposte che attraggono persone da fuori città in giornate non lavorative, dato del resto comune a tutte le iniziative proposte da città di medie o piccole dimensioni. Secondo
aspetto è la necessità di tempo per la crescita dei dati infrasettimanali. Durante i giorni lavorativi, il pubblico delle mostre è composto essenzialmente da persone del
posto e soprattutto da realtà organizzate, scuole o gruppi, spiega Bernardi. Perché queste realtà si mettano in moto serve, di norma, un mese, tempo ritenuto fisiologico
per trasformare la scelta da parte dell’insegnante o del capogruppo di organizzare una visita ad una mostra, per comunicarla ai suoi iscritti o ai sui alunni, per raccogliere le adesioni e,
infine, per prenotare la visita. Ci sono molti segnali, continua Bernardi, che fanno supporre che i gruppi risponderanno molto bene. Lo confermano le richieste continue di informazioni e di
materiali che pervengono al call center e a Palazzo Roverella, nonché l’altissimo numero di accessi al sito della mostra www.palazzoroverella.com.

Mentre si stanno già raccogliendo i primi, interessanti frutti della mostra, «La Belle Epoque» continua ad essere oggetto di interventi di promozione e comunicazione. Il
materiale pubblicitario della mostra sta raggiungendo più di diecimila realtà organizzate in Italia centro settentrionale, mentre tra pochi giorni la Provincia di Rovigo
presenterà «la mostra dell’anno» alla Borsa Internazionale del Turismo a Milano, proponendo ad operatori e turisti di scoprire il territorio e la città di Rovigo
cogliendo anche l’opportunità, irrepetibile, di questa bellissima esposizione.

Leggi Anche
Scrivi un commento