Joseph Radetzky: esercito, gnocchi e cotoletta

Joseph Radetzky: esercito, gnocchi e cotoletta

Il feldmaresciallo Joseph Radetzky è una delle figure più importanti del Risorgimento italiano, anche se la sua militanza nelle forze armate dell’esercito dell’Impero Asburgico lo
mette tra i “cattivi” contrapposti ai patrioti italiani.

E’ proprio nel servizio per il governatore del Lombardo-Veneto (all’epoca sotto il controllo di Vienna) che la tradizione colloca due leggende che uniscono il feldmaresciallo imperiale a due
piatti tipici.

La prima vicenda non ha una data precisa, situandosi genericamente nella seconda metà dell’Ottocento. I

l feldmaresciallo è arrivato da poco sul suolo italiano, apprezzando la popolazione ed i cibi che essa mette in tavola. Tale buon animo è talmente spiccato che il soldato
austriaco si innamorò di Giuditta Meregalli, donna di Sesto di San Giovanni che lavorava nella casa dell’uomo come lavandaia, e stiratrice e ricamatrice.

A far scoccare il colpo di fulmine, gli gnocchi di zucca, di cui la Meregalli è abile cuoca ed il Radetzky è goloso consumatore. La Meregalli diede al soldato diversi figli (5
maschi e 3 femmine) e, sempre secondo la leggenda, agì come ambasciatrice non ufficiale tra le autorità austriache ed i patrioti ribelli lombardi.

La seconda storia si colloca nel 1848, quando Radetzky ed i suoi soldati sono in Lombardia per stroncare l’insurrezione di Milano.

Passeggiando per l’accampamento, il comandante austriaco nota come i cuochi (reclutati tra gli abitanti del luogo) preparino una pietanza particolare: una fettina di vitello cotta nel
pangrattato, oggi nota come cotoletta alla milanese. Radetzky è conquistato e, tramite una corrispondenza epistolare con il conte Attems (aiutante di campo di Francesco Giuseppe), fa
sì che la pietanza arrivi a Vienna, dove prende il nome di Wiener Schnitzel. Tuttavia, c è una differenza fondamentale: la varietà viennese usa la carne di maiale, forse
per evitare accuse di plagio.

Dato il suo citato ruolo di avversario delle istanze nazionalistiche italiane, Joseph Radetzky è stato bersaglio prediletto di una certa storiografia, che lo ha dipinto come un sadico,
tendente spesso ad atti di violenza e crudeltà gratuita. Senza cadere nell’eccesso opposto, si può allora sperare come tali leggende alimentari aiutino a dare del feldmaresciallo
un’immagine più serena ed equilibrata.

Matteo Clerici

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