Italiani e ambiente: buona volontà e un po' di confusione

RomaP&G ed Enel nel quadro della collaborazione sul fronte dello sviluppo sostenibile hanno commissionato a Synovate uno studio sulle opinioni e sui
comportamenti delle famiglie italiane riguardo ai temi del risparmio energetico, del risparmio idrico e della difesa dell’ambiente.

L’obiettivo è quello di comprendere gli atteggiamenti degli italiani nei confronti del consumo intelligente, per fornire loro strumenti e soluzioni concrete che permettano ad ognuno di
dare il proprio contributo alla sostenibilità ambientale. P&G ed Enel, con questa iniziativa incrementano ulteriormente l’impegno nella sensibilizzazione e nella produzione di nuove
tecnologie a favore di un futuro «sostenibile».

I risultati della ricerca intitolata «Casa e ambiente: la parola agli italiani» rivelano una certa sensibilità da parte delle famiglie, preoccupate per il
futuro e l’ambiente, in buona parte volenterose, ma ancora un po’ disorientate sui comportamenti da tenere per aiutare effettivamente l’ambiente. In particolare, il 79% degli italiani
pensa che la raccolta differenziata
sia importante, ma solo il 2% getta le batterie scariche negli appositi contenitori. Il 30% del campione degli intervistati pensa
che sia importante utilizzare lampadine a basso consumo energetico, il 20% spegnere lo stand by degli elettrodomestici, mentre solo il 15% ritiene sia importante preferire la doccia al bagno
per non sprecare acqua. Soltanto il 28% del campione utilizza i mezzi pubblici o condivide l’auto con altre persone invece di utilizzarla singolarmente.

L’analisi dei comportamenti degli italiani fra le mura domestiche rivela tre differenti profili dei nostri connazionali: gli «ecosensibili», che conoscono i modi per ridurre
i consumi di acqua ed energia e li adottano, sono una minoranza – appena il 26% del campione
, Sono mediamente più anziani e particolarmente attenti nei loro comportamenti di
consumo energetico e idrico, sia che si tratti di scegliere un elettrodomestico a basso consumo, sia di impostare i gradi del frigo su livelli più bassi, o ancora di utilizzare i
riduttori di flusso per l’acqua. Sono particolarmente preoccupati per quel che riguarda lo spreco delle risorse naturali e guardano alle problematiche ambientali soprattutto pensando alle
generazioni future. Particolarmente presenti nel Nord Est e nel Centro. Fanno la raccolta differenziata nel 97% dei casi, usano i mezzi pubblici nel 42%.

Gli «ecocompatibili» sono il 35%. In questa categoria è particolarmente rappresentata la fascia d’età media. Sono attenti alle problematiche
ambientali e conoscono, mettendoli in pratica diversi accorgimenti per il risparmio energetico all’interno delle loro case. Fanno la raccolta differenziata nell’ 85% dei casi, usano i mezzi
pubblici nel 20%.

Gli «energivori» sono il gruppo più numeroso: il 39% del campione. Poco attenti alle tematiche ambientali e al risparmio energetico e dell’acqua, hanno uno
scarso livello di conoscenza e adottano solo i sistemi più semplici per risparmiare. Particolarmente rappresentata in questo gruppo, la fascia d’età giovane 25-34 anni, spesso
vivono nella famiglia di origine, è un profilo prevalente al Sud. In generale gli energivori appaiano meno preoccupati rispetto ai problemi ambientali, di cui vedono soprattutto le
conseguenze economiche come il caro-petrolio e l’aumento del costo dell’energia. Fanno la raccolta differenziata nel 77% dei casi, usano i mezzi pubblici nel 25%.

Anche se gli italiani si attribuiscono mediamente un 7 (su una scala da 1 a 10) in tema di comportamenti «ecologici», la ricerca ha evidenziato un livello di conoscenza non
particolarmente alto e sicuramente migliorabile
. Le strategie di consumo intelligente più conosciute ed adottate comprendono l’utilizzo degli elettrodomestici nelle fasce orarie
a minor concentrazione di consumi, l’utilizzo di lampadine a basso consumo e l’attenzione agli sprechi d’acqua, incluso il privilegiare la doccia al bagno. Le casalinghe sono particolarmente
sensibili a queste tematiche, con attenzioni dedicate all’uso degli elettrodomestici come la lavatrice e la lavastoviglie (anche se per risparmiare, dopo il cibo, la lavatrice è la prima
cosa a cui non sarebbero disposte a rinunciare!)».

La ricerca sembra descrivere delle famiglie italiane sensibili, ma non sufficientemente informate su cosa si può fare per migliorare l’impatto ambientale e sui comportamenti di risparmio
energetico ed idrico che è possibile adottare nella vita quotidiana. Paradossalmente, sono proprio i più giovani i meno attenti e quelli che sembrano nutrire le minori
preoccupazioni relativamente ai problemi ambientali. È sicuramente proprio da loro che si dovrebbe cominciare un’opera di sensibilizzazione.

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