INTESA COLDIRETTI – FEDERCACCIA

Prende corpo l’intesa tra le due importanti associazioni bolognesi. Come annunciato in febbraio, le due organizzazioni hanno definito un protocollo d’intesa che intende porre al centro i temi
dell’ambiente e della gestione della fauna selvatica.

«Dobbiamo aprire una stagione nuova di confronto costruttivo con il mondo venatorio» afferma Roberto Maddè, Direttore di Coldiretti Bologna «e
abbiamo trovato con Federcaccia molti punti di condivisione dato che il mondo agricolo non può più aspettare, le produzioni sono a rischio e con esse la
redditività delle aziende».

L’accordo sancisce la necessità di restituire alle «aziende agricole il ruolo di presidio del territorio, in un ambiente che abbia un giusto grado di
biodiversità e di densità faunistica», riconoscendo all’attività venatoria un’ importante funzione di controllo e monitoraggio per le specie
che negli ultimi anni stanno distruggendo la nostra agricoltura: cinghiali, caprioli, nutrie, corvi, gazze, cormorani solo per citarne alcune.

L’intesa non si limita ad un elenco di principi , ma entra nel dettaglio degli aspetti tecnici e gestionali che dovranno essere affrontati nei vari tavolo istituzionali.

Molti sono i temi su cui Coldiretti e Federcaccia vogliono impegnarsi per cercare risposte. Fra questi, la legislazione di eccessiva tutela per le specie non a rischio di estinzione (piccioni,
nutrie, gazze, ghiandaie, storni, cormorani) che tanti danni procurano alle produzioni agricole e ittiche come pure la necessità di censimenti precisi e attendibili anche nelle
aree a gestione protetta, come i parchi, le oasi o le riserve naturali.

E ancora l’impegno a ricercare maggiori risorse per il risarcimento dei danni alle aziende agricole, con metodi di valutazione che facciano riferimento ai prezzi reali, accompagnato da una
semplificazione delle procedure di richiesta dei danni che potrebbero essere inviate ad un unico centro di smistamento.

Identità di vedute anche sulla necessità di rivedere le prescrizioni nelle aree protette dalle norme comunitarie, Rete natura 2000, che pongono importanti limitazioni
alle attività agricole e venatorie, in taluni casi con restrizioni maggiori di quelle previste dalla CEE.

Coldiretti, unica associazione agricola a non aver approvato il Piano faunistico della Provincia di Bologna, con questa intesa, intende continuare a seguire i temi dell’ambiente e della fauna
selvatica. «Vogliamo continuare a seguire con molta attenzione i temi della fauna selvatica, afferma Roberto Maddè direttore provinciale di Coldiretti,
perchè dalla loro soluzione dipende il futuro delle nostre aziende e dell’agricoltura bolognese».

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