Inquadrare il corretto rapporto fra esseri umani e animali è vitale per migliaia di operatori e milioni di famiglie

Inquadrare il corretto rapporto fra esseri umani e animali è vitale per migliaia di operatori e milioni di famiglie

By Redazione

Oltre 50 milioni di Italiani si vestono e si nutrono con prodotti di origine animale, altri milioni ricavano il loro reddito da attività fondate sull’allevamento. Inquadrare
il corretto rapporto fra esseri umani e animali è vitale per migliaia di operatori e milioni di famiglie, dall’allevamento al prodotto finito.

Una filiera, quella delle produzioni animali, economicamente rilevante nel sistema agroalimentare italiano. Su una produzione complessiva dell’industria alimentare italiana di 120 miliardi di
euro all’anno, i prodotti (carne, latte, uova, ecc.) ottenuti dagli animali allevati in Italia ne rappresentano ben 40 miliardi, il 30%. Percentuale ancora più rilevante nell’export
italiano in cui prodotti carnei, formaggi, ecc. hanno contributo negli anni a fare grande il “Made in Italy” alimentare nel mondo, da sempre espressione di qualità, sicurezza, tecnologia
e tipicità. 

Una filiera che vede ogni anno oltre 320.000 allevatori italiani impegnati quotidianamente a produrre nel rispetto degli standard di benessere animale più elevati al mondo. Il rispetto
di questi standard è essenziale ad assicurare l’assenza di stress e sofferenza all’animale prerequisito questo non solo di ordine etico ma anche indispensabile ad assicurare la giusta
produttività.

“E’ necessario un impegno di tutti per il benessere degli animali, ma c’è una gerarchia di valori da rispettare secondo la quale uomini e donne non possono essere messi sullo stesso
piano degli animali” è quanto ha affermato il Senatore Carlo Giovanardi all’incontro organizzato insieme ad Assocarni presso la Camera dei deputati dal titolo “Viene prima l’uomo
o la gallina”, durante il quale sono intervenuti autorevoli relatori tra cui il nutrizionista Giorgio Calabrese che ha ricordato l’elevato valore biologico della carne che “è il cemento
armato del nostro corpo grazie alle sue proteine nobili, alle vitamine e agli amminoacidi essenziali”. “Non togliamola mai!” ha dichiarato il Professor Giorgio Calabrese, secondo il quale la
carne nelle giuste quantità deve essere sempre presente nella nostra dieta.

Le più recenti acquisizioni scientifiche confermano i numerosi vantaggi che il consumo di carne magra (come ormai la maggior parte delle carne rossa in commercio) ha in termini di
controllo del peso, attribuibili sia alla bassa densità energetica dell’ alimento in sé, sia agli effetti sul senso di sazietà e sulla regolazione dei meccanismi della fame
e dell’appetito. Una giusta componente proteica nella dieta e’ quindi uno strumento efficace nella prevenzione di molte alterazioni del metabolismo tipiche delle società evolute come la
nostra.

“La filiera zootecnica è costantemente impegnata sul fronte del benessere degli animali per garantire ogni giorno a milioni di consumatori italiani un prodotto sicuro e di alta
qualità” ha concluso Luigi Scordamaglia, Vice presidente di Federalimentare e di Assocarni “non si può continuare una campagna mistificatoria e strumentale che vuole negare
l’enorme valore nutrizionale che la carne ha sempre avuto e sempre avrà nella dieta quotidiana di ogni essere umano. Se negli ultimi anni la popolazione italiana è diventata
insieme a quella giapponese la più longeva al mondo lo si deve anche alle proteine animali che a partire soprattutto dagli anni 50 sono sempre presenti in maniera equilibrata nella
nostra dieta quotidiana”.

Redazione Newsfood.com+WebTv

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