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Infortuni sul lavoro in Lombardia: -12,3% di morti nel 2007

By Redazione

(Milano – Diminuiscono (del 12,3%) in Lombardia gli infortuni mortali sul lavoro, nei primi mesi del 2007 (gennaio-agosto) i decessi passano dai 154 del 2006 a 135, con una riduzione in
ogni settore (più marcata in agricoltura: -13,5%).

Sono i dati riferiti ai primi otto mesi del 2007, evidenziati oggi nel corso dell’illustrazione del rapporto Inail 2006 per la Lombardia, alla presenza del direttore regionale Inail, Gian Paolo
Colicchio, e del direttore generale dell’assessorato regionale alla Sanità, Carlo Lucchina.
In Lombardia e a livello nazionale sono in diminuzione gli infortuni mortali, sempre in riferimento ai primi mesi del 2007:
12 casi in meno in agricoltura e 7 nell’industria e servizi.

«Da tempo – ha detto il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, commentando i dati – abbiamo iniziato una battaglia contro questa piaga per rendere il lavoro sempre
più sicuro e meno esposto a rischi. I numeri confermano l’importanza della nostra azione di prevenzione, che comunque non ci fa abbassare la guardia. Vogliamo dare una ulteriore svolta
in senso positivo. Con il coinvolgimento di aziende, sindacati, università e tutti gli altri soggetti interessati stiamo mettendo a punto alcune nuove iniziative».
«In particolare – ha proseguito Formigoni – convocherò nelle prossime settimane un Tavolo ‘plenario’ che metta a frutto i contatti di questi giorni. L’obiettivo è firmare
protocolli vincolanti sul versante della riduzione del rischio e della prevenzione che prevedano attività di formazione per i lavoratori, di controllo sul rispetto delle norme e
quant’altro».

REGIONE MENO A RISCHIO – Analizzando i dati disaggregati a livello regionale, se è vero che in termini di valori assoluti il maggior numero di eventi lesivi si registra in
Lombardia (avendo questa regione il maggiori numero di occupati), il dato significativo è invece quello percentuale. Da questo punto di vista il lavoro in Lombardia è quello meno
a rischio in Italia (insieme a Sicilia, Campania e Lazio), mentre le Regioni con il lavoro più rischioso sono nell’ordine Umbria, Friuli e Emilia Romagna.
In Lombardia si verificano 26 infortuni ogni 1.000 lavoratori, in Umbria 47, in Friuli 45 e in Emilia Romagna 41 (la media italiana è 32).
Analoga situazione per il numero di morti: in Lombardia sono 5 ogni 100.000 lavoratori (preceduta solo dal Lazio – 4 morti/100.000 – in cui peraltro è netta la prevalenza del lavoro
impiegatizio), quasi il 20% in meno della media italiana (6/100.000), la metà rispetto a Umbria, Puglia e Campania (dove si registrano 10 morti ogni 100.000 lavoratori) e in Molise
addirittura 13.

PREVENZIONE: DA 8 A 12 MILIONI – «I dati confermano che Regione Lombardia è attenta all’aspetto infortunistico – ha detto Lucchina -. Occorre puntare sempre di più
sulla sensibilizzazione del lavoratore stesso con iniziative di informazione, cosa non semplice nella regione con il più alto rapporto tra occupati e residenti. I dati Inail indicano un
miglioramento della situazione, anche se si può e si deve fare di più. Il nuovo piano triennale di prevenzione sarà potenziato, con uno stanziamento che salirà dagli
attuali 8 milioni di euro a 12, con più personale e risorse per i dipartimenti di prevenzione delle Asl».

Nel 2006 sono stati 157.968 gli infortuni sul lavoro avvenuti in Lombardia e denunciati all’Inail; nel confronto con gli anni precedenti si evidenzia una riduzione di poco più di mille
casi rispetto al 2005 (-0,6%), e di quasi 4.000 rispetto al 2004 (-2,4%), a conferma del ribasso registrato negli ultimi anni.

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