Influenza A. la vaccinazione divide Regioni e medici

Influenza A. la vaccinazione divide Regioni e medici

In Italia è disaccordo tra Regioni e medici di famiglia su come affrontare l’influenza A.

Nodo della discordia sono le vaccinazioni: le Regioni (in maggioranza) vogliono affidare il compito ai servizi d’igiene; i medici di famiglia spingono invece per avere un ruolo in prima linea.

In mezzo, il Ministero della Salute con il ruolo di paciere e mediatore.

Il dicastero del Welfare ha già ricevuto un documento contenente la proposta della FIMMG (Federazione Italiana Medici di Medicina Generale), indirizzata all’Istituto superiore di
Sanità e tema di discussione nella riunione di domani dell’Unità di crisi.
Da parte sua, il Viceministro alla salute Ferruccio Fazio aveva già auspicato un ruolo più attivo di medici di famiglia e pediatri nella lotta al virus H1N1.

Ma per ora, le parti sembrano ancora in conflitto.

Le regioni, tramite il “portavoce” Enrico Rossi (assessore della sanità della Toscana) chiedono un confronto per discutere.

Il dottor Guido Sanna, responsabile della divisione clinica del sindacato dei medici di famiglia, non sembra troppo diplomatico: “Vogliamo un’armonizzazione delle procedure, con standard
precisi al di sotto dei quali è impossibile scendere, ma le Regioni preferiscono badare al risparmio e non alla qualità.

Più cauto il collega Giacomo Milillo, che sottolinea come “alcune delle Regioni come la Liguria e l’Abruzzo hanno già affidato la campagna di vaccinazione dell’influenza di tipo A
ai servizi di igiene” ma alla stesso tempo afferma: “Noi riteniamo opportuno che il ministero emani delle linee guida con le dovute indicazioni”.

Matteo Clerici

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