Inflazione: Risultati del Rapporto Prezzi 2008 realizzato dall'Ufficio Studi Confcommercio

By Redazione

Roma – Impennata dell’inflazione negli ultimi dieci anni in Italia, balzata di oltre il 32%. A correre di più sono le spese per abitazione, acqua, luce e gas, che hanno
messo a segno un incremento del 47,4%, seguite a breve distanza dalle voci alberghi e ristoranti ( 46,2%) e trasporti, cresciuti di quasi il 40% ( 37,7%).

Ma a pesare sulle tasche degli italiani, considerando l’insieme dei prodotti ad elevata frequenza di acquisto, è proprio la spesa di tutti i giorni, per la quale il rincaro
è stato ancora più accentuato rispetto all’indice generale ( 32,2%): il rialzo ha infatti toccato il 36,7%. E’ il quadro che emerge dall’analisi dei prezzi al consumo nel
periodo 1995-2007 contenuta nel Rapporto prezzi 2008, realizzato dall’Ufficio studi Confcommercio.

Analizzando solo il periodo dell’euro – dell’arrivo cioé della moneta unica ad oggi – il rialzo del costo della vita è stato invece, secondo le serie storiche Istat, del
25,9%. Una corsa dimezzata rispetto al decennio prima – dal 1989 al 1999 – quando l’inflazione ha segnato complessivamente un 53% che mette in evidenza i benefici della moneta unica,
smentendo le polemiche di chi da tempo lamenta un calo del potere di acquisto.

Tornando ai dati dell’indagine Confcommercio, l’andamento dei prezzi al consumo evidenzia comportamenti diversificati tra i vari capitoli di spesa. Agli aumenti generalizzati, fa da
contraltare il crollo – l’unico – del comparto delle comunicazioni, con un calo che sfiora il 30% (-28,3%), sempre nel periodo.

Al contrario, l’incremento dei prezzi più elevato dei 12 capitoli di spesa analizzati spetta, quindi, alle spese riferibili alla casa, escludendo però le bevande alcoliche
ed i tabacchi su cui, viene sottolineato, ha pesato essenzialmente l’aumento dell’imposizione fiscale e che di conseguenza ha fatto loro segnare un 67,5%.

Inoltre, nel confronto tra l’andamento dei prezzi dei beni e dei servizi, proprio questi ultimi risultano, nel decennio, la componente principale delle dinamiche inflazionistiche
( 40,9% sempre dal 1995 al 2007, contro il 26,6% dei beni), in particolare con un’accelerazione di quelli locali ( 49,7%), come le tariffe per la raccolta rifiuti e per il consumo di
acqua.

Sulla spinta deflazionistica registrata dal capitolo comunicazioni (apparecchiature, servizi di telefonia e postali) ha influito, sottolinea il rapporto, “l’evoluzione contenuta dei
prezzi di prodotti ad alto contenuto tecnologico provenienti da Paesi con minori costi di produzione, la massiccia diffusione sul mercato di nuovi modelli e la svalutazione del dollaro
degli ultimi anni”. Discesa che ha rappresentato “un sostegno al potere d’acquisto delle famiglie”, mentre gli altri settori sono andati nella direzione opposta. “Pesanti ripercussioni”
sulla spesa delle famiglie sono derivate, viene rilevato, anche dall’aumento dei costi di trasporto su cui ha inciso soprattutto il caro-petrolio.

In generale, per l’insieme dei prodotti con elevata frequenza di acquisto (che oltre a carburanti e spese per la ristorazione comprende alimentari, tabacchi e affitto della casa) il
processo inflazionistico è stato nel periodo considerato più accentuato ( 36,7% la variazione cumulata 1995-2007) rispetto sia ai prodotti di media frequenza ( 35,0%) che
di bassa frequenza ( 19,9%).

Un quadro di “sostanziale stabilità” dei prezzi è quello che invece emerge considerando l’andamento della sola inflazione di fondo, ottenuta eliminando le componenti
più volatili come gli alimentari freschi e i beni energetici. Questa componente ( 31,5%) si è mantenuta, nel periodo considerato, al di sotto del valore dell’indice
generale sul quale, invece, hanno pesato i rincari nei prezzi dei prodotti energetici e degli alimentari lavorati (rispettivamente 44,2% e 33,6%).

Ansa.it per NEWSFOOD.com

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