Individuata una nuova proteina responsabile di alcune patologie neurodegenerative

By Redazione

 

Una ricerca condotta da Genentech insieme al Salk Institute in California, pubblicata recentemente su Nature, sembra aver individuato un nuovo meccanismo alla base della distruzione
delle cellule nervose, che porterebbe a sviluppare alcune patologie neurodegenerative tra cui l’Alzheimer e la Corea di Huntington.

Secondo la ricerca, la degenerazione di una proteina, denominata APP, potrebbe causare il rilascio di ben due componenti che causano l’auto-distruzione delle cellule nervose
tipica in particolare della malattia dell’Alzheimer.

Già diverse ricerche si sono focalizzate sul ruolo della proteina APP, che ha rivelato avere un forte legame con l’Alzheimer: infatti un suo componente, il peptide beta
amiloide, che si raccoglie in placche anomale nel cervello, è considerato principale elemento diagnostico della patologia.

La ricerca Genentech – Salk Institute ha invece individuato una seconda molecola, che si scinde dall’APP, il frammento N-terminale (N-APP), che, legando la molecola DR6,
altrimenti definita “Death receptor 6”, induce il suicidio delle cellule nervose.“Anche se il nostro gruppo deve ancora provare che il frammento N-terminale è
causa dell’Alzheimer nell’anziano – ha commentato Marc Tessier-Lavigne, co-autore dello studio – il ruolo di questa proteina nel pathway che conduce alla morte
neuronale è stato accertato nell’embrione del topo, dove tale proteina può anche contribuire al normale processo dello sviluppo cerebrale.

“Non è insolito infatti – continua Tessier-Lavigne – che alcune patologie dirottino i normali meccanismi corporei”. Alla luce di questa scoperta si aprono
le porte a una nuovo approccio per la terapia delle patologie neurodegenerative. Secondo Donald Nicholson, vice presidente della ricerca di base alla Merck ed esperto di pathways della
morte cellulare “terapie efficaci potrebbero aver bisogno di bloccare contemporaneamente sia gli effetti neurotossici del peptide beta amiloide che la distruzione mediata dal
frammento N-APP”, direzione verso la quale si stanno già muovendo alcune aziende biotech.

 

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