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Incendi: c'è il decreto

By Redazione

Pescara, 23 Ottobre 2007 – Il presidente del Consiglio dei Ministri, Romano Prodi, ha firmato ieri, 22 ottobre, l’ordinanza n° 3624 che contiene disposizioni urgenti di protezione
civile, dirette a fronteggiare lo stato di emergenza in atto nei territori delle regioni Abruzzo, Basilicata, Emilia Romagna, Marche, Molise, Sardegna ed Umbria, in relazione ad eventi
calamitosi dovuti alla diffusione di incendi e fenomeni di combustione.

I fondi messi a disposizione delle regioni elencate sono pari a 5 milioni di euro. La notizia è stata diffusa dall’assessore alla Protezione civile, Tommaso Ginoble. L’ordinanza,
composta di nove articoli, individua oltre che i soggetti aventi diritto ai rimborsi anche una serie di prescizioni per gli enti locali.

I termini per la presentazione delle domande saranno individuati successivamente alla pubblicazione dell’ordinanza sulla Gazzetta ufficiale.

Il Capo dipartimento della Protezione civile, Guido Bertolaso, in raccordo con i presidenti delle regioni o di loro delegati, coordinerà i primi interventi urgenti in favore dei comuni
colpiti dall’emergenza incendi.

L’ordinanza, che si compone di nove articoli, individua, da un lato, i soggetti privati aventi diritto, e, dall’altro, sollecita i comuni a porre in essere la mappatura dei siti incendiati.

In ordine ai rimborsi, è previsto che si possa assegnare ai nuclei familiari, la cui abitazione principale sia stata distrutta in tutto o in parte, un contributo per l’autonoma
sistemazione fino ad un massimo di 400 euro mensili e, comunque, salvo casi diversi pure indicati, nel limiti di 100 euro per ogni componente il nucleo familiare, abitualmente residente in
quella dimora.

I benefici sono concessi a decorrere dalla data di sgombero dell’immobile e fino a quando non si sia provveduto alla sistemazione dell’immobile stesso.

Si può ottenere fino ad un massimo di trentamila euro, con la possibilità di un anticipo per un massimo di 15 mila euro, per la riparazione degli immobili, la cui
funzionalità sia agevolmente ripristinabile.

L’ordinanza, inoltre, individua quali destinatari di rimborsi anche i titolari di attività industriali, agricole, commerciali, artigianali, professionali e di attività turistico-
ricettive che abbiano subito gravi danni, stanziando un contributo massimo di trentamila euro per la realizzazione dei lavori di riparazione dei locali adibiti alle attività.

Mille euro mensili saranno corrisposti sempre ai titolari delle suddette attività per favorire una loro rapida ripresa.

L’ordinanza prevede inoltre anche il rimborso alle organizzazioni di volontariato, alla Croce rossa, ai Vigile del fuoco e al Corpo forestale dello Stato, debitamente autorizzati, per il
superamento del contesto emergenziale.

«L’ordinanza – ha spiegato l’assessore Ginoble – prevede anche una serie di prescrizioni per il controllo del territorio allo scopo di dissuadere attività criminose.

In questo caso, è posto in capo ai presidenti delle regioni o a loro delegati, la trasmissione al Capo dipartimento, entro quindici giorni dalla pubblicazione dell’atto sulla Gazzetta
ufficiale, dell’elenco dei comuni che non abbiano provveduto a censire, tramite apposito catasto, i suoli percorsi dal fuoco».

Sempre in materia di tutela e prevenzione, è anche stabilito che si provveda alla perimetrazione e alla classificazione delle aree esposte ai rischi derivanti dal manifestarsi di
possibili incendi, a salvaguardia della popolazione, nonché alla organizzazione di modelli di intervento.

Infine, entro quarantacinque giorni dalla pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale, i sindaci hanno l’obbligo di predisporre i piani comunali di emergenza, mentre un impulso viene dato anche alla
pianificazione dell’emergenza in quei comuni esposti ad elevato rischio idrogeologico ed idraulico.

«Siamo soddisfatti per essere riusciti ad ottenere questa prima tranche di contributi – ha dichiarato l’assessore Ginoble – anche se ci aspettiamo somme di ben altra entità,
confidando anche sulla sensibilità e attenzione mostrata da Bertolaso».

Secondo Ginoble, infine, «la firma di Prodi sull’ordinanza è un atto concreto che ripristina la verità in ordine a notizie di stampa diffuse da informatori tendenziosi o
estranei alla materia, che hanno addirittura parlato di incompletezza nelle procedure».

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