In difesa del cibo industriale

In difesa del cibo industriale

Il cibo fatto da industrie ed aziende non è di per sé da scartare: anzi, può avere diversi benefici.

Lo sostiene una ricerca della Tufts University (Boston, USA), diretta dalla dottoressa Johanna Twyer e pubblicata su “Advances in Nutrition”.

Secondo gli scienziati, il cibo industriale porta ovvi vantaggi: in primis la convenienza, la capacità di conservarsi ed il pronto consumo.

Inoltre, alcuni alimenti hanno vantaggi particolari.

Ad esempio, i prodotti addizionati con vitamine forniscono in maniera “spontanea” tali nutrienti. Alcuni prodotti sono invece privi di sostanze, come i cibi senza glutine, possono essere
consumati tranquillamente da chi è vittima di particolari intolleranze. Più comunemente, il latte pastorizzato riduce le infezioni e le verdure congelate conservano meglio i
valori nutrizionali.

Infine, la squadra di ricerca ritiene che ogni ragionamento debba partire da un dato di fatto: “Dati gli stili di vita moderni è poco realistico che i consumatori riescano ad abbandonare
i cibi industriali, nonostante l’immagine fuorviante che spesso ne danno alcune organizzazioni”. Perciò, gli esperti spingono per un doppio miglioramento.

I consumatori devono approcciarsi agli alimenti in questione senza pregiudizi e con giudizio: di base, ad esempio, un panino pieno di condimento e salsa sarà sempre nettamente diverso
rispetto ad un sacchetto di broccoli sconditi.

Da parte loro, scienziati ed addetti ai lavori devono puntare su alimenti il più possibile salutari.

Matteo Clerici

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