In attesa di Macfrut, parlano gli opinion leader

In attesa di Macfrut, parlano gli opinion leader

Macfrut (Cesena 7-9 ottobre) è un grande momento di incontro dove si fanno affari e si valutano le prospettive dell’ortofrutticoltura. E’ diventato l’appuntamento più importante
del Mediterraneo ed uno dei maggiori a livello mondiale, anche grazie alle personalità ed agli operatori che lo frequentano, partecipano ai Convegni, portano le proprie esperienze come
produttori, fabbricanti di macchimari ed attrezzature, esperti di settore (universitari, tecnici), ecc. E proprio agli operatori Macfrut si è rivolto con due semplici domande per
incrementare l’analisi e il dibattito sul futuro di un settore così importante per l’alimentazione e per l’ambiente. Ecco altrelrisposte (in ordine alfabetico).

Risponde Paolo Bruni, Presidente Confcooperative

1) La situazione attuale dell’ortofrutticoltura presenta luci ed ombre. Quali rimedi.

Tutta la filiera ortofrutticola è condizionata dal negativo andamento economico di quest’ultima campagna.
Nel comparto dei macchinari la tecnologia avanza, sia per la fase di campo che per quella di lavorazione, confezionamento, controllo qualità, rintracciabilità.
La tecnologia del freddo è altrettanto migliorata, ma purtroppo serve a poco se poi il prodotto deve girare per tempi troppo lunghi per arrivare a destinazione: nella filiera il punto
critico è infatti ancora la logistica, aggravata dal fatto che l’Italia è lunga, stretta e poco modernizzata per la viabilità (treno, mare, strade) e i servizi
connessi.
Anche nel settore ortofrutticolo, comunque, la ripresa dovrà coinvolgere ogni comparto, perché i miglioramenti tecnologici (che comunque ci sono) comportano significativi
investimenti che quasi sempre, oltre a favorire la riduzione dei costi di processo e di filiera, favoriscono anche un miglioramento della qualità: riteniamo che tale miglioramento possa
essere un volano per la ripresa del settore ma è indispensabile che venga riconosciuta e remunerata adeguatamente dal mercato.

2) Macfrut è sicuramente un momento in cui ci si può incontrare e fare il punto della situazione, con indicazioni e suggerimenti per indirizzare
il settore verso una “navigazione” più tranquilla.

In questi mesi in diverse sedi si sono affrontate le problematiche del settore ortofrutticolo, si sono confrontate soluzioni per superare questa difficile crisi di mercato, si sono ricercati
strumenti per prevenire nuove situazioni di forte difficoltà come quelle che stiamo attraversando. Il Macfrut può essere una occasione per mantenere alta l’attenzione su tali
tematiche e per convergere verso proposte condivise da tutta filiera.

Risponde Giuseppe Maldini, Presidente di Orogel Fresco

1) La situazione agricola sta manifestando in modo più chiaro ed evidente uno stato di agonia provocato dai malesseri già da tempo segnalati.

Di ricette ne abbiamo sentite tante ed in tutte c’è sicuramente qualcosa di vero.

Da quanto tempo parliamo di concentrazione dell’offerta e di programmazione delle produzioni, di ridurre e riequilibrare i poteri dei vari anelli della filiera ortofrutticola, di avere politiche
di internazionalizzazione piuttosto che di qualità dell’offerta, in senso lato, e del continuo rinnovamento.

Tutti gli operatori “seri” hanno affrontato queste problematiche e si sono scontrati con le relative difficoltà per risolverle; purtroppo, ed è un dato di fatto, i risultati
ottenuti non sono sufficienti a garantire la sopravvivenza del comparto produttivo. Colpa dei produttori?

Certo si, quando, ad esempio, non sanno scegliere rappresentanti capaci di portare in Europa posizioni condivise, certo no quando, ad esempio, le politiche del “libero mercato” non tengono in
nessun conto degli effetti che queste producono, soprattutto in assenza di regole!!

Per evitare il dramma produttivo abbiamo bisogno di comprendere se lo Stato membro e la Comunità crede o meno nella nostra agricoltura o se questa deve seguire la strada del settore
bieticolo!

E’ certo che non affrontare ORA questo problema vuol dire, al di là di quello che devono e/o possono fare gli agricoltori, lasciarlo andare alla definitiva deriva, vorrà dire che
dovremo raccontare alla nuova generazione oltre a Cenerentola, Biancaneve e Cappuccetto Rosso anche “c’era una volta un agricoltore..”

Che vergogna!!!

2) La 26a edizione del Macfrut rappresenta uno fra i tre momenti più importanti al mondo per gli operatori ortofrutticoli. Per cercare di migliorare
l’efficacia si è passati dallo storico periodo primaverile (maggio) a quello autunnale (ottobre).

Questo ci consente di fare “a caldo” il bilancio consuntivo della stagione appena trascorsa e budgetizzare per tempo le nuove necessarie “iniziative” per la campagna 2010.

La partecipazione alla fiera, per noi produttori, rimane un significativo, ma convinto investimento; ci aspettiamo che dai numerosi convegni programmati, escano segnali più che mai chiari
e forti a favore del mondo produttivo.

Risponde Luigi Peviani, Presidente di Fruitimprese

1) In condizioni di surplus di offerta il crollo delle quotazioni è drammatico e non direttamente proporzionale.

Il 2009 è un anno particolarmente difficile ed anche l’esportazione ne risente in pieno.
La crisi generale ha legittimato il mercato a considerare l’ortofrutta un ammortizzatore sociale, un prodotto da “convenienza”, incurante dei costi che gravano sulla filiera produttiva.
Creare  valore aggiunto è sempre più  complicato, tutto ruota in una manciata di centesimi intorno al prezzo standard, il che non lascia scampo.
Ne scaturisce un effetto disastroso, che condiziona e impedisce di fare  qualità ed è certo che  il consumatore lo percepisce.

Il made in Italy ne esce  banalizzato. E’ illogico pensare che la struttura dei costi a cui siamo sottoposti ci consenta di competere con successo sul mercato attuale.
Il tema di fondo è come uscirne e sicuramente un’attenzione particolare va rivolta alla tutela del produttore ed allo sviluppo dell’export. Tutto ciò che contribuisce ad abbattere
i costi va intrapreso, dalla fiscalizzazione degli oneri sociali alla creazione di strumenti per gestire le eccedenze e il ristagno del mercato anche perché  la produzione fuori
dell’Europa sta crescendo e spingerà verso il continente, con costi più bassi.

La filiera va difesa ed incoraggiata ad osare attraverso la stipula di rapidi ed efficaci accordi bilaterali che consentano ai nostri prodotti di raggiungere i paesi terzi, la concessione di
sgravi alle aziende che esportano e la garanzia dei crediti; senza dimenticare le opportunità derivanti da missioni istituzionali riservate alle imprese che hanno dimostrato
dimestichezza con i mercati internazionali e l’importanza di una adeguata assistenza in loco. Anche una seria informazione istituzionale  verso il consumatore può contribuire ad
aumentare i consumi, che oggi sono sostenuti solo da campagne di vendita a prezzi mortificanti.
Efficienza e organizzazione, controllo di gestione e spirito di collaborazione e condivisione sono argomenti che tutte le imprese sono obbligate a mettere in atto.
Va per altro accettato che è finita un’epoca e che sopravvivere alla globalizzazione è la nostra vera priorità.

2) Macfrut si presenta in una edizione rinnovata e può essere  una occasione importante di confronto.

Mi auguro che le aspettative che ognuno di noi ha siano appagate e che si percepisca un segnale di positività e di volontà di reagire concretamente.

Risponde Alessando Turatti, Direttore Commerciale di Turatti

1) La situazione attuale dell’ortofrutticoltura presenta luci ed ombre. Quali rimedi

L’osservatorio privilegiato di fornitore di macchinari ed impianti per l’ortofrutta in tutto il mondo, permette di cogliere il momento particolarmente difficile nel nostro paese, anche a causa
di una situazione economica non facile. D’altro canto, sono certo che l’azione del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia sia impostata verso il rilancio di questo
settore strategico per la nostra agricoltura. L’incontro e la collaborazione tra gli operatori della filiera ortofrutticola può essere certamente una modalità d’azione che
permetta di collocare il nostro paese nella posizione di rilievo che gli spetta, in virtù della posizione geografica e delle potenzialità latenti.

2) Macfrut è sicuramente un momento in cui ci si può incontrare e fare il punto della situazione, con indicazioni e suggerimenti per indirizzare
il settore verso una “navigazione” più tranquilla.

La nostra azienda espone al MacFrut dalla prima edizione e ha deciso di affrontare la “sfida”della nuova collocazione ottobrina, creando uno stand dei fornitori di macchinari per la lavorazione
dei prodotti di quarta gamma. Il comparto dei macchinari per la lavorazione dei prodotti per l’ortofrutta, vede di fatto l’Italia in una posizione leader a livello mondiale. Lo stimolo e
l’auspicio, grazie ad un’accurata pianificazione dell’evento con la direzione della fiera di Cesena, è quello di contribuire alla creazione di una filiera integrata, che faccia sistema a
livello Europeo e Mondiale (sulla falsariga di quanto avviene in Olanda da decenni).

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