In 9 su 10 dei piccoli comuni si gustano tipicità «DOC»

Il 90 dei piccoli comuni italiani copre un territorio interessato da almeno un prodotto alimentare tipico a denominazione di origine, è quanto emerge da una analisi della Coldiretti
divulgata in occasione di «Voler bene all’Italia», la festa nazionale della Piccola Grande Italia sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica che si svolge domenica 11
maggio in molti dei quasi seimila comuni con meno di cinquemila abitanti dove vivono dieci milioni di italiani.

Saranno sopratutto i prodotti tipici i protagonisti della festa nel corso della quale non mancheranno, nei molti comuni aderenti, stand, giochi, esibizioni momenti di approfondimento.

Tre piccoli comuni su quattro – sottolinea la Coldiretti – sono il territorio di riferimento per gli allevamenti destinati alla produzione di formaggi o salumi italiani a denominazione di
origine (Dop), mentre nel 60 per cento dei piccoli comuni si trovano gli uliveti dai quali si ottengono i 38 oli italiani a denominazione di origine.

Una risorsa dovuta al fatto che in questi seimila borghi sono localizzate circa quattromila imprese agricole con un impegno quotidiano – precisa la Coldiretti – per assicurare la salvaguardia
delle colture agricole tradizionali, la tutela del territorio dal dissesto idrogeologico e il mantenimento delle tipicità alimentari.

Si tratta di una vera calamita per la vacanza enogastronomica e ambientale che è l’unico segmento nel panorama dell’offerta turistica italiana in costante e continua crescita con un
fatturato stimabile – sostiene la Coldiretti – in 5 miliardi di euro.

Si tratta di risultati di un intero tessuto imprenditoriale che devono essere sostenuti con un modello di sviluppo che – conclude la Coldiretti – si impegni a recuperare in queste aree i troppi
ritardi infrastrutturali e nei servizi offerti con interventi che vanno dalle tecnologie informatiche alle scuole, dagli ospedali alle poste fino ai presidi istituzionali per garantire la
sicurezza dei cittadini nei confronti della criminalità, per valorizzare una straordinaria risorsa, che può diventare la forza sociale ed economica di una nuova fase di sviluppo.

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