Importante ruolo dei consulenti del lavoro nel contrasto al lavoro irregolare

Importante ruolo dei consulenti del lavoro nel contrasto al lavoro irregolare

By Redazione

I consulenti del lavoro diventano protagonisti della vigilanza, con funzioni di monitoraggio del corretto funzionamento dell’attività ispettiva.
Veri e propri ‘sensori’ sul territorio, che partecipano alla programmazione delle ispezioni e alle fasi della verifica nell’azione di contrasto del lavoro nero e irregolare.
Sono questi i principali punti che riguardano la categoria, già contenuti nella direttiva sulle ispezioni con la quale il ministero del Lavoro indica le linee guida per il proprio
personale addetto ai controlli presso i datori di lavoro e riprese dal ‘Progetto di trasparenza e uniformità dell’azione ispettiva’ predisposto dalla direzione generale competente per
l’attività ispettiva del ministero del Lavoro.
Un progetto in cui gli interlocutori qualificati nell’azione ispettiva saranno, appunto, i consulenti del lavoro
“Si tratta di un progetto ambizioso – spiega Marina Calderone, presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei consulenti del lavoro – in quanto si prefigge lo scopo di monitorare su tutto il
territorio nazionale l’attività degli ispettorati, al fine di individuare eventuali difformità dell’attività ispettiva rispetto a norme, regolamenti e alle stesse circolari
del ministero. Ma non solo. Vuole anche tenere sotto controllo – sottolinea – eventuali denunce di comportamenti degli ispettori non in linea con le norme deontologiche e morali. Per creare
questo monitoraggio, vengono identificati alcuni interlocutori privilegiati, ai quali viene affidato il compito di filtrare le denunce degli utenti, per evitare che lo strumento venga snaturato a
causa di eventuali usi impropri”.

Il tema è al centro di due convegni organizzati dai consulenti del lavoro, a Parma e a Sirmione, proprio per discutere di certificazione dei contratti e novità in materia di
vigilanza. Il monitoraggio dell’azione ispettiva passerà quindi anche dai consulenti, grazie alla preventiva attività di certificazione dei contratti di lavoro. La ‘direttiva
Sacconi’, dello scorso 18 settembre, riconosce alla categoria un ruolo determinante nelle operazioni di vigilanza, con ampia partecipazione alla programmazione delle ispezioni e alle fasi della
verifica, favorendo così la crescita e il rilancio delle commissioni di certificazione istituite presso i Consigli provinciali dei consulenti.

Secondo la direttiva ministeriale, infatti, la certificazione dei contratti assume una funzione più ampia: l’accertamento ispettivo su collaborazioni coordinate, contratti a progetto e
associazioni in partecipazione con apporto di lavoro si dovrà concentrare solamente sui contratti non vagliati dalle apposite commissioni, tra le quali quelle istituite presso ogni sede
provinciale dell’Ordine dei consulenti del lavoro. “Questo nuovo modo di operare – chiariscono i consulenti – non si applicherà in tutti i casi in cui si evinca, invece, una palese
incongruenza tra contratto e modalità concrete di esecuzione o nei casi in cui sia il lavoratore a richiedere l’intervento, motivandolo concretamente”. Stesso principio vale per i
contratti flessibili quali part-time, intermittente, a tempo determinato, occasionale, che saranno oggetto di attenzione degli ispettori solo se non preventivamente certificati. Quanto alle
attività ispettive, dovranno concludersi con due soli verbali: il primo, relativo all’accesso nell’azienda, e il secondo di accertamento e notificazione.

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